19 Luglio 2019

Area portuale, si cercano soluzioni «Nessuno vuole più salire sulle gru»

ipotesi alternative per l’ approviggionamento. tar: respinto il ricorso codacons
Sono stati illustrati nel dettaglio i piani di manutenzione delle aree su cui la Task force aziendale e sindacale si è soffermata. Quindi, area Ima e cokerie. ArcelorMittal ha illustrato gli interventi migliorativi dal punto di vista ambientale e della sicurezza anche al di fuori dall’ Aia, l’ autorizzazione integrata ambientale. L’ azienda ha inoltre comunicato che è già stato avviato da martedì scorso uno studio di fattibilità, così come concordato lunedì nel vertice al Mise, per trovare soluzioni tecnico-organizzative per tendere a eliminare l’ esposizione dei lavoratori operanti in area portuale ai rischi legati ai fenomeni atmosferici e di straordinaria entità. È in estrema sintesi il succo del confronto tra rappresentanti sindacali e multinazionale avvenuto ieri in due tempi. Un primo summit la mattina dedicato all’ area portuale – a causa dell’ attuale sequestro in corso c’ è stato un aggiornamento sullo stato dell’ arte e l’ esame più dettagliato sul IV sporgente è stato rimandato – un secondo sull’ area cokerie e sottoprodotti nel primo pomeriggio. I rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza saranno coinvolti e aggiornati sulle ispezioni attualmente in corso presso il II sporgente. L’ azienda si è detta inoltre disponibile, relativamente al periodo 11 luglio-18 luglio, a evitare penalizzazioni economiche per i colleghi di Cosimo chi si sono assentati dal lavoro. Da oggi, il personale di Ima1 sarà impiegato in percorsi di formazione e altre attività compatibili con lo status quo del reparto. L’ azienda sta verificando eventuali opzioni disponibili per ovviare all’ inagibilità dell’ area portuale del siderurgico. Dopo il sequestro del IV sporgente susseguente al decesso di Cosimo Massaro, al vaglio varie ipotesi. L’ azienda ha ereditato da Ilva l’ utilizzo di quattro sporgenti ma solo quello attualmente inagibile ha profondità elevate e può quindi ospitare navi di grandi dimensioni per il trasporto dei minerali. In passato, nella situazione tristemente simile della morte di Zaccaria, l’ azienda utilizzò il trasporto via gomma anche se più costoso. Il coordinatore di fabbrica della Fim Cisl Taranto Brindisi, Vincenzo La Neve, ha riferito che solitamente ArcelorMittal trasporta ogni giorno circa 30mila tonnellate di minerali verso gli altiforni per la produzione della ghisa «mentre nello stato attuale riescono a trasferirne solo 10mila. Va comunque detto che nell’ area portuale di ArcelorMittal abbiamo grossi problemi perché i lavoratori non vogliono salire più sulle gru dopo quanto è successo». Sindacati e azienda hanno concordato alcune priorità manutentive relative all’ area batterie e sottoprodotti come per esempio il ripristino dei tetti locomotori batteria 11-12 o lavori edili di ampliamento degli uffici del pronto intervento elettrico. L’ avvio di questa attività sarà oggetto di verifica con le rsu relativamente alle attuali sospensioni dall’ attività lavorativa in atto dando prioritario impiego al personale sociale. Più prosaicamente, è stato verbalizzato che il personale in Cigo potrà rientrare e avrà una corsia preferenziale – soprattutto i manutentori – per queste attività di manutenzione straordinaria. Da segnalare, poi, che l’ incontro relativo all’ area agglomerato altoforno e manutenzioni programmato per oggi è stato rinviato alle ore 10 di lunedì. Secondo fonti sindacali, lo slittamento è dovuto a impegni istituzionali dei manager di Am che oggi dovrebbero confrontarsi con il custode giudiziario Barbara Valenzano sulla vicenda Afo2. Infine, sempre sul fronte giudiziario, il Tar del Lazio non ha rilevato motivi sospendere il provvedimento con il quale il ministero dello Sviluppo economico ha confermato la procedura di trasferimento di Ilva e di tutti i complessi aziendali alla società Am Investco Italy. Ha respinto il ricorso presentato dal Codacons ritenendo legittimi gli atti. Nel ricorso dell’ associazione si chiedeva l’ annullamento ma il Tar ha ritenuto che non ci siano i presupposti per la concessione della tutela cautelare è scritto nell’ ordinanza dei giudici (presidente Carmine Volpe, Ivo Correale consigliere estensore, Lucia Maria Brancatelli primo referendario). In più, i giudici amministrativi hanno anche considerato che il pregiudizio dedotto, in relazione al profilo ambientale, appare generico e non direttamente collegato alla richiesta sospensione del provvedimento impugnato o al suo riesame e che non sussistono i presupposti per la concessione di una provvisionale ai singoli ricorrenti.
alessio pignatelli

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