«Area di sgambamento cani a ridosso del Daturi»
-
fonte:
- Libertà
l’ assessore dopo il fuoco incrociato. masotti: «e’ parco pubblico». balteri (codacons): multe da annullare
■ «Esiste un appezzamento in centro storico, a ridosso del campo Daturi, che potrebbe essere attrezzato a breve e potrà diventare la nuova area di sgambamento cani». L’ assessore ai lavori pubblici Giorgio Cisini, nel corso della prima parte di Fuori Sacco, in extremis, trova il modo per smorzare i toni che, ad un certo punto, allo Spazio Rotative, hanno fatto pensare al definitivo corto circuito. Lo fa con un annuncio che riporta, ma solo parzialmente, il sereno nello studio di Nicoletta Bracchi e Michele Rancati, dopo minuti davvero infuocati. Motivo del contendere? Ovvio, il tema del momento: la regolamentazione della gestione dei novemila cani presenti a Piacenza. Da una parte i rappresentanti dei due comitati nati per osteggiare le ordinanze assunte dal consiglio comunale e che prevedono la chiusura del campo Daturi e l’ obbligo di ripulire con acqua le deiezioni liquide di “Fido”; sugli opposti divanetti arancioni, proprio Cisini che ha fronteggiato il fuoco incrociato di Franca Masotti, del comitato “Daturi per tutti” e di Cristina Balteri, avvocato e referente Codacons, che ha guidato il ricorso al Tar avverso all’ ordinanza anti -pipì. Città a misura di animale o Piacenza è ormai troppo stretta per una sana convivenza tra uomini e cani? «La convivenza porta ovviamente delle conflittualità e anche tra persone e cani, nascono questo genere di criticità – ha detto Carlo Riccio del servizio veterinario dell’ Ausl cittadina ; a maggior ragione, all’ interno di una città che non è certo stata amministrata sulla base della crescita esponenziale della presenza di cani di ogni taglia in città». Considerazioni che non hanno certo mitigato lo spirito battagliero di Cristina Balteri: «La misura anti pipì sta ora portando le prime sanzioni nei confronti dei trasgressori – ha detto il legale – ma saranno tutte annullate: si fa riferimento ad un’ ordinanza che l’ amministrazione è stata costretta a riformulare per evitare di ve derla annullata dal Tar. Noi proseguiamo su questa strada, ma ci chiediamo i motivi per i quali non si siano adottate altre soluzioni che, al contrario di questa, ci pare del tutto inattuabile. Perché non mettere cartelli con divieti e sanzioni per chi consente ai cani di sporcare i muri e la città in genere?». Interrogativi arrivano anche da Franca Masotti, in testa al comitato che chiede a gran voce «che il Daturi venga riaperto in quanto parco pubblico». Cisini, dopo aver afferrato la bottiglia d’ acqua portatagli da Nicoletta Bracchi, mette da parte i sorrisi e le battute e parla di «campo Daturi che sta rappresentando una risposta importante per le numerose scuole che lo sfruttano per le ore di educazione fisica, per le società sportive che lo utilizzano per gli allenamenti: si è scelto di valorizzare la sua funzione sportiva, ma il problema dei cani non è stato sottovalutato. Abbiamo solo scelto a quali priorità rivolgere le nostre attenzioni, come nostro dovere». Ora, con l’ annuncio dell’ individuazione della nuova area, presumibilmente di ambito ex militare, anche i cani del centro storico potrebbero trovare l’ attesa riscossa. Cotode.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
