20 Novembre 2019

Area d’ emergenza occupata dal presepe Il Codacons chiede gli atti al Comune

Presepe di sabbia in piazza Prefettura, i lavori di preparazione dell’ area che lo ospiterà dal primo dicembre al 12 gennaio vanno avanti, ma la tensione non si stempera. Sul presepe di sabbia più grande del Sud, il secondo più grande d’ Italia, pende la spada di Damocle del Codacons. Sì, perché l’ allestimento priva il centro storico di un’ area d’ attesa indispensabile nel caso Catanzaro si trovasse a dover fronteggiare una calamità naturale. A individuare la piazza come area d’ emergenza il settore Protezione civile del Comune ed ecco il nodo irrisolto: pare non sia stata individuata una temporanea alternativa. Da qui la linea dura del Codacons. Il vicepresidente nazionale, Francesco Di Lieto, vuole vederci chiaro e punta dritto agli atti. La richiesta di accesso è già pronta e sarà depositata a stretto giro di boa. Superato il primo ostacolo, dunque, ecco il secondo che già si intravede all’ orizzonte. I timori dei commercianti di corso Mazzini, su un possibile effetto negativo del presepe di sabbia per i loro profitti, in qualche modo, sono stati placati dalla convenzione stipulata tra il Comune e l’ autorimessa Galasso, a due passi dalla Galleria Mancuso, per trovare una soluzione alla carenza di parcheggi in centro, aggravata proprio dall’ interdizione della piazza al traffico. Sosta gratuita e al coperto, ogni pomeriggio, fino al 12 gennaio, dunque, per i fortunati che riusciranno a trovare un posto libero tra i 50 garantiti al garage, ma i dubbi del Codacons, per Palazzo de Nobili, rischiano di trasformarsi in una patata bollente. Nel mirino l’ ordinanza, emessa lo scorso 8 novembre dal comandante della Polizia municipale, che mette nero su bianco la scelta di istituire il divieto di sosta su piazza Rossi dall’ 11 novembre al 12 gennaio. Le perplessità targate Di Lieto riguardano, però, la sicurezza dei cittadini del centro che, per due mesi, in caso di calamità, non saprebbero dove radunarsi per attendere i soccorsi. Da qui la richiesta tesa a correre ai ripari rispetto a quel che appare un dado già tratto. an.sc.

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