ARCUS: IL TAR AUTORIZZA IL CODACONS A METTERE IL NASO NEGLI AFFARI DELLA SOCIETA’
Con una importantissima sentenza il Tar del Lazio (sezione seconda quater, Relatore Floriana Rizzetto, Presidente Angelo Scafuri) ha imposto la trasparenza nella gestione della cosa pubblica, autorizzando il Codacons a vedere chiaro negli affari della società Arcus spa.
I giudici hanno accolto il ricorso presentato dall’associazione, che aveva impugnato il rifiuto da parte della Arcus all’istanza d’accesso presentata dal Codacons al fine di visionare gli atti relativi all’utilizzo di fondi della società.
Come noto infatti l’Arcus spa – società la cui attività principale ha ad oggetto la promozione e il sostegno finanziario, tecnico-economico ed organizzativo di progetti e altre iniziative di investimento per la realizzazione di interventi di restauro e recupero di beni culturali – è risultata beneficiaria di finanziamenti statali per il restauro di alcuni importantissimi palazzi ed immobili storici, finanziamenti oggetto poi di inchieste giornalistiche e indagini da parte della Corte dei Conti e della Procura della Repubblica.
Nella sentenza del Tar si legge:
“l’accesso alla documentazione relativa agli interventi in contestazione non è strumentale all’esercizio di una sorta di azione popolare, o ad un potere ispettivo generale sull’operato della società Arcus, non ammessi dal vigente ordinamento, quanto all’interesse diretto concreto ed attuale degli utenti dei “servizi pubblici culturali” di fruire, grazie alla corretta erogazione dei finanziamenti pubblici, dei beni oggetto di interventi di recupero e conservazione e di adeguato svolgimento di attività culturali”.
Il Tar ha poi ordinato alla società di mostrare al Codacons: gli atti relativi all’utilizzo dei fondi assegnati – corrispondenti al 3% degli stanziamenti per le infrastrutture – nonché i documenti relativi alla procedura istruttoria di richiesta e concessione dei finanziamenti statali erogati per i finanziamenti relativi al restauro del palazzo di Propaganda Fide (2,5 milioni nel 2005), e quelli per il restauro di Villa Mansi a Lucca (1,5 milioni nel 2004), e i finanziamenti per il cortile dell’Università Pontificia Gregoriana e per la ristrutturazione del Palazzo Borrominiano di Piazza di Spagna e quello per la Fondazione Pianura Bresciana per un risolutivo convegno sulle cinque razze autoctone di maiali.
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