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3 Novembre 2001

Arcivescovo contro Vigili urbani

Finisce sul tavolo di una magistrato il litigio di Ognissanti tra l`arcivescovo e i vigili urbani

PISA ? Finisce sul tavolo di una magistrato il litigio di Ognissanti tra l`arcivescovo e i vigili urbani. Anche se le due parti si sono ufficialmente riconciliate ieri mattina con una stretta di mano, c` è chi vuole vederci più chiaro. Così Gianfranco Mannini, presidente provinciale del Codacons, una delle associazioni dei consumatori, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica chiedendo di verificare se nei comportamenti di monsignor Plotti «non vi siano profili di reato quali interruzione di pubblico servizio, rifiuto di atti d`ufficio, offese a pubblici ufficiali nell`esercizio delle loro funzioni».

Mannini sostiene che all`arcivescovo è stato impedito di parcheggiare l`auto in un luogo che era vietato a tutti e scrive, tra l`altro, nell`esposto: «Richiamando prassi consolidata (ma la prassi non è legge), ha dato del maleducati e arroganti ai due agenti, rei di non riconoscere la sua superiorità nei confronti della categoria. In nome e per conto del Codacons, esprimo piena ed ampia solidarietà ai due vigili e al comandante della Polizia Municipale, invitandoli però a procedere con lo stesso, giusto, rigore, anche nei confronti di tutti coloro che parcheggiano l`auto privata nei posti riservati alle macchine di servizio di Carabinieri, Prefettura e Comune».

Nonostante tutti i tentativi di riconciliazione e le scuse formali presentate all`arcivescovo, dunque, la vicenda è tutt`altro che conclusa e toccherà al magistrato decidere chi ha ragione e chi ha torto. Ma anche sul piano della polemica le acque non sono del tutto calme. Il comandante e il vicecomandante dei vigili hanno parlato ieri mattina con l`arcivescovo e anche i due vigili con cui era avvenuto il «diverbio» hanno voluto essere presenti, nonostante fosse il loro giorno di riposo. Monsignor Plotti ha accettato di parlare con loro e ha concluso il colloquio con questo monito: «Spero che quanto è accaduto vi serva da lezione sia nel lavoro che nella vita».

L`arcivescovo, comunque, non crede alla versione ufficiale fornita dall`amministrazione comunale, e cioè che i due vigili non lo avrebbero riconosciuto. «Sono venuti a scusarsi e per me la questione è chiusa», ci dice al telefono. «Spiegazioni? Non ce ne sono. Non è vero che non mi hanno riconosciuto. Il diacono ha detto loro che l`arcivescovo avrebbe dovuto celebrare la Messa. Ma la vigilessa ha risposto di essere laica e di non essere interessata alle cerimonie religiose. Per me dunque quello che è successo non si spiega se non con la rozza cultura di questa gente. Il Comandante è una brava persona, ma se deve avere a disposizione vigili così sarà difficile che riesca a riqualificare la Polizia Municipale. Comunque, io ho messo il dito sulla piaga, ora il problema è dell`amministrazione. Se vogliono tenere persone di questo tipo facciano pure. Finiranno di compromettere la loro immagine, che è già abbastanza compromessa».

Monsignor Plotti ha ammesso, comunque, di aver avuto una reazione sproporzionata, dovuta a questioni personali. Sua madre è morta infatti pochi giorni fa e l`arcivescovo avrebbe voluto restare qualche giorno a Moltrasio, il paese sul lago di Como in cui è stata seppellita. «Sono tornato di corsa, proprio perchè volevo celebrare quella Messa, sapevo che i fedeli ci tenevano. Ho reagito violentemente perché ritengo che si sia trattato di una mancanza di cortesia, non solo nei miei confronti, ma anche nei confronti della comunità che mi stava aspettando. Per questo ho detto al comandante che quando si assumono le persone non bisognerebbe considerare soltanto i titoli, ma anche le doti umane. Io capisco, infatti, che i vigili debbano essere inflessibili in molte occasioni, ma devono anche avere un minimo di capacità di discernimento a seconda delle situazioni. Chi non ce l`ha è meglio che venga mandato a fare qualche altra cosa».

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