10 Gennaio 2020

Archiviazione sulla Seveso? Non più: Tap, tutto da rifare manca la notifica alle parti

a settembre il pm aveva chiesto e ottenuto dal gip il decreto sull’ inchiesta per truffa
Erasmo MARINAZZO Tutto da rifare. La Procura di Lecce ha chiesto ed ottenuto la revoca del decreto di archiviazione della parte dell’ inchiesta sul gasdotto Tap di San Foca che aveva contestato l’ ipotesi di reato di truffa a Gilberto Dialuce, direttore generale per la Sicurezza, l’ Approvvigionamento e le Infrastrutture energetiche del Ministero dello Sviluppo economico (difeso dall’ avvocato dello Stato Fernando Musio); e a Clara Risso, nelle vesti di legale rappresentante della Tap (difesa dagli avvocati Andrea Sambati e Massimiliano Foschini). Punto e a capo. Punto e a capo perché nella prima mattinata di ieri una delegazione dei legali degli otto sindaci che a gennaio di tre anni fa presentarono l’ esposto che diede il via alla riapertura dell’ inchiesta, ha incontrato il pubblico ministero Valeria Farina Valaori, titolare del fascicolo. Per fare presente di non avere ricevuto l’ avviso di richiesta di archiviazione, come prevede il codice di procedura penale per le parti denuncianti che lo richiedono espressamente. Una prassi che consente di presentare opposizione per esporre poi le proprie ragioni davanti al giudice per le indagini preliminari. Questo passaggio è saltato, per ragioni che in Procura stanno chiarendo. Intanto si guarda avanti: nella stessa mattinata di ieri sono partite le nuove notifiche alle parti offese, ossia ai sindaci Marco Potì (Melendugno), Luca De Carlo (Vernole), Andrea De Pascali (Castrì), Francesca De Vito (Calimera), Fulvio Pedone (Lizzanello), Fabio Tarantino (Martano), Antonio Chiga (Zollino) e Anna Manti (Corigliano), nonché a Marco Fasiello quale presidente del comitato No Tap, al presidente della Regione, Michele Emiliano, al ministero dell’ Ambiente ed alle associazioni Vas, Codacons e Italia Nostra. Ora il giudice per le indagini preliminari Cinzia Vergine, fisserà una nuova camera di consiglio, ma tenendo conto delle memorie che potranno presentare i legali dei sindaci e di No Tap, ossia Francesco Calabro, Ladislao Massari, Mario Tagliaferro, Valentina Mele, Oronzo Calsolaro, Giulio De Simone, Salvatore Greco, Luigi Rella, Francesco Zizzari, Francesca Conte, Piero Mongelli e Carlo Barone. Il giudice ha accolto, dunque la richiesta della Procura di annullare il decreto con cui il 25 settembre scorso venne archiviata la posizione dei due indagati, per il venire meno dell’ ipotesi di truffa: l’ ha esclusa la consulenza disposta dallo stesso giudice Vergine perché ha concluso che il gasdotto Tap non dovesse essere sottoposto alla direttiva Seveso sui rischi rilevanti per la popolazione e per il territorio. I due indagati, dunque, non tennero volutamente nascosta una verifica che avrebbe potuto mettere paletti ben più restrittivi all’ impianto in corso di realizzazione per fare arrivare in Europa il gas dell’ Azerbaijan. Se ne parla nella richiesta di archiviazione, nel passaggio riguardanti gli esiti dell’ incidente probatorio in cui furono nominati e poi ascoltati tre consulenti: «Le ragioni tecniche a sostegno della non configurabilità dei presupposti che legittimano l’ applicazione della legge Seveso sono tali da non poter essere confutate dalle contrarie deduzioni delle parti offese, nè da quelle della Regione. La mole della documentazione menzionata, dimostra come si tratti, evidentemente, di vicenda su cui le opposte posizioni sono e saranno inconciliabili. E, dunque, di un tipico procedimento destinato – a seguito di instaurazione del giudizio – a certa assoluzione». Un punto di vita – commentavano ieri mattina alcuni degli avvocati coinvolti – discutibile. Da discutere davanti al giudice. Per chiedere che l’ inchiesta per truffa prosegua in prospettiva del processo. Di un eventuale processo bis, visto che quello del filone principale (18 imputati più la società Tap per i lavori avviati senza la valutazione di impatto ambientale, sversamenti nella falda ed altro) inizierà l’ 8 maggio. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
erasmo marinazzo

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