23 maggio 2018

Archiviata l’ inchiesta sui metalli nei farmaci

La Procura di Torino, con l’ aggiunto Vincenzo Pacileo, ha chiesto l’ archiviazione per l’ inchiesta che riguardava la presenza di metalli pesanti all’ interno di alcuni vaccini. La motivazione sarebbe che le concentrazioni non erano tali da mettere in pericolo la salute pubblica. Una conclusione alla quale era già addivenuta la prima consulenza disposta dal magistrato e assegnata a un docente dell’ Università di Torino. «I prodotti hanno mostrato di non contenere contaminanti inorganici che possano avere un risvolto tossicologico» aveva scritto l’ accademico nel suo documento. La Procura aveva aperto un fascicolo d’ inchiesta senza indagati in cui si ipotizza il reato di “somministrazione di farmaci imperfetti” dopo la presentazione di un esposto da parte del Codacons. Le analisi, anche se in minima traccia, avevano riscontrato la presenza di micro e nanoparticelle paragonabili a quelle che si trovano nell’ acqua: tungsteno, con una percentuale più alta, alluminio, rame, zinco, manganese e piombo, in piccolissima parte. Le sostanze, alle concentrazioni rilevate, non rappresentavano un pericolo per la salute, ma la Procura voleva capire come sia stato possibile rilevarle, visto che non comparivano sul “bugiardino”. Lo scopo dell’ inchiesta, individuate le sostanze “di troppo”, era quello di capire se siano contenute nel farmaco vero e proprio, oppure in qualche parte della confezione. Una delle idee che si era fatta strada era che fossero riconducibili alla limatura degli aghi con i quali venivano somministrati.

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