19 Febbraio 2021

ARCELORMITTAL: CODACONS DEPOSITA INTERVENTO AL CONSIGLIO DI STATO

     

    CHIESTO AI GIUDICI DI RIGETTARE RICHIESTE DELL’AZIENDA

    Il Codacons ha depositato formale intervento al Consiglio di Stato contro l’appello presentato da ArcelorMittal avverso la sentenza del Tar di Lecce del 13 febbraio scorso.
    Nel suo intervento l’associazione chiede ai giudici di rigettare tutte le richieste dell’azienda confermando le decisioni del Tar, e allega un documento contenente le analisi di reperti di grassi animali fatte da organi pubblici che evidenziano l’assurda quantità del micidiale veleno PENTAFURANO che è emesso solo e proprio dal camino E312 che la richiesta sospensiva vorrebbe tenere aperto. Veleno che ha contaminato il latte materno e di lì è passato ai neonati provocando morte e malattie irreversibili.
    Si legge nell’atto dell’associazione:
    “bisogna evidenziare come finalmente in Italia le istituzioni stiano reagendo di fronte al comportamento della multinazionale ArcelorMittal che, finora, si è mossa nel nostro paese unicamente cercando di trarre il massimo profitto da ogni situazione, con un atteggiamento proprio di chi non crede che il dialogo sia la soluzione migliore per far valere le proprie ragioni. Constatato che attualmente l’impianto siderurgico provoca gravi criticità sul piano sanitario (attestate da ultimo dalla VDS 2020); Constatato che il Gestore si disinteressa dal mettere in regola l’impianto, adottando pratiche che garantiscano la popolazione dai rischi emissivi (ad es. con il tanto richiesto inserimento dei filtri a manica nel camino E312 CHE PERMETTEREBBERO IL DIMEZZAMENTO DELLE EMISSIONI AD UN COSTO MOLTO CONTENUTO) è evidente che, a un certo punto, si doveva prendere posizione con forza: ammonendo ArcelorMittal dall’escludere dalla propria politica aziendale proprio la salute dei cittadini di Taranto. L’atteggiamento del chi forse crede di essere persino sopra alle istituzioni si scorre anche nelle righe dell’appello di AMI: sentenza “assurda” (ripetuto due volte), sentenza “anomala”, “abnorme” (ripetuto tre volte), di una “gravità incalcolabile”, che “elude” il regime speciale previsto per ILVA […]
    se la valutazione estremamente sommaria e priva del contraddittorio che presiede alla concessione (o meno) del provvedimento monocratico, impinga questioni giuridico/fattuali controverse o che necessitano di un puntuale approfondimento, non potrà concedersi la tutela monocratica dovendosi attuare il contraddittorio in camera di consiglio”.

    Intanto sul caso dell’ex Ilva e sulla situazione di Taranto il Codacons ha indetto una conferenza stampa che si terrà online il prossimo 22 febbraio alle ore 12, e che vedrà la partecipazione di esperti e famiglie tarantine che hanno subito gravi perdite e danni a causa dell’inquinamento della città.

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