15 Febbraio 2019

Arca Sud: «Pagati 26mila euro per una mancata assegnazione»

 

Gli abusivi non pagavano il canone non lo pagavano. E l’ emulazione alimentata dal clima di illegalità diffusa avrebbe contagiato anche gli assegnatori. Con un danno diretto alle casse dell’ Arca Sud, l’ ex Iacp, che con gli esposti presentati nel 2012 diede il via all’ inchiesta. E’ una delle ragioni che hanno indotto Arca Sud Salento a costituirsi parte civile nei processi sul sistema clientelare di assegnazione delle case popolari. Ma non l’ unica: il blocco degli sgomberi avrebbe avuto come conseguenza diretta il congelamento delle graduatorie. E l’ Arca Sud ne ha pagato le conseguenze con moneta sonante: a marzo dell’ anno scorso l’ ente è stato condannato a risarcire una donna con quasi 26mila euro, perché non è riuscita ad andare ad abitare nella casa di cui era assegnataria legittima, perché era stata occupata abusivamente. In prima linea anche il Comune di Lecce, il Codacons e quell’ uomo che nel 2014 denunciò alla Guardia di finanza l’ esistenza di una cupola che gestiva le assegnazioni. Palazzo Carafa è parte civile grazie alla delibera firmata alla vigilia dell’ udienza dal commissario prefettizio Ennio Mauro Sodano. Nella costituzione curata dagli avvocati Anna De Giorgi e Laura Astuto si fa riferimento al danno patrimoniale causato dai fatti indicati nelle imputazioni: «Funzionari-amministratori hanno distolto la propria attività da quella che contrattualmente ed istituzionalmente doveva essere la cura esclusiva dell’ interesse pubblico», un passaggio dell’ atto di costituzione. «Nel rispetto dei principi di imparzialità, buon andamento e trasparenza». Si trovano anche riferimenti alla lesione dell’ immagine del Comune, nella costituzione di parte civile. Perché i comportamenti contestati agli amministratori ed ai dirigenti, ossia la violazione sistematica delle regole per adottare un sistema autonomo per assegnare le case ed alimentato con i voti alle urne, avrebbe ingenerato nel cittadino la perdita di fiducia nell’ ente: si sarebbe così radicata la convinzione che a Palazzo Carafa fosse ormai diventata la regola agire nei modi contestati dall’ inchiesta. Arca Sud parla di un «sistema malato di gestione dell’ edilizia pubblica»: «Appare evidente che le condotte poste in essere dagli imputati abbiano impedito ad Arca Sud di svolgere i propri compiti istituzionali di gestione degli immobili di edilizia residenziale pubblica». C’ è anche un riferimento ai solleciti degli sgomberi, come riportato analiticamente nelle carte dell’ inchiesta: «Arca Sud nonostante l’ emissione dei decreti di rilascio, non era in grado di provvedere all’ esecuzione coattiva degli sgomberi che richiedeva l’ impiego della forza pubblica (vigili urbani), il cui intervento non era sempre assicurato e spesso ostacolato per contrordini impartiti alla polizia municipale, come meglio evidenziato nei capi di imputazione».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this