1 Aprile 2009

Aranciate senza arancia, coro di no

Il ministro per le Politiche europee, Andrea Ronchi, annuncia una pronta iniziativa

ROMA Il ministro per le Politiche europee, Andrea Ronchi, annuncia un’iniziativa contro le «aranciate senza arance» che potrebbero essere vendute in Italia. «Assumerò al più presto un’iniziativa per porre rimedio agli effetti dell’emendamento Casoli alla legge Comunitaria, riguardante la commercializzazione di bevande dai nomi di fantasia con colore e aroma d’arancia che il Senato ha approvato a larga maggioranza nonostante il parere contrario del governo dichiara Ronchi in una nota. Sarebbe inaccettabile derogare al dovere di informare correttamente i consumatori e tutelarne la salute, oltretutto penalizzando, in un momento di crisi come questo, un settore portante dell’economia agricola nazionale e, in particolare, del Mezzogiorno d’Italia come quello della produzione di agrumi».  Dal canto suo, il segretario nazionale Codacons, Francesco Tanasi, commentando la norma approvata in Senato sulle «aranciate senza arance», commenta: «Contro questa vergogna, ecco la nostra risposta: inviamo un’arancia siciliana ad ogni deputato, senatore, ministro e al presidente Berlusconi tramite il sito di vendita on line www.fruttadiprima.it, per far loro assaporare la differenza tra un frutto gustoso e ricco di proprietà nutritive e sapore ed una qualunque bibita colorata, possibilmente dannosa per la salute oltre che per la linea. Il danno che questa decisione apporterà ai consumatori e all’economia siciliana è, infatti, enorme». «Si elevi aggiunge la percentuale di arance minima dal 12% al 20% . Questa sì che sarebbe un’innovazione ed apporterebbe reali benefici alla salute generale ed all’economia». Scende in campo anche la Coldiretti, con il presidente delSergio Marini che, nel commentare positivamente l’iniziativa annunciata dal Governo per porre rimedio agli effetti dell’emendamento alla legge Comunitaria approvata al Senato che taglia l’obbligo del contenuto minimo del 12% di succo di agrumi previsto fino ad ora per questo tipo di bevande, afferma: «È un importante risultato della Coldiretti e delle associazioni dei consumatori l’impegno a fermare l’arrivo in Italia delle bibite all’arancia senza arancia assunto dal ministro per le politiche europee Andrea Ronchi e dal ministro delle politiche agricole Luca Zaia». «Fermare il via libera alle bevande "al gusto" o "al sapore" di arancia senza arance è un atto di responsabilità coerente sostiene Marini con l’esigenza di garantire il sacrosanto diritto a un’informazione trasparente sugli alimenti acquistati ma anche con la necessità di impedire la sostituzione del succo con aromi e coloranti che pongono seri dubbi sugli effetti per la salute». «Ci auguriamo prosegue Marini che questa battaglia per la qualità contro il falso Made in Italy e per la valorizzazione del vero prodotto italiano si estenda dall’"aranciata" senza arance al vino "senza uva" realizzato dalla fermentazione di frutta, fino al formaggio prodotto utilizzando caseina e caseinati al posto del latte». «È necessario dunque intervenire conclude Marini per contrastare l’arrivo di queste preoccupanti novità nei piatti degli italiani dove l’abbassamento della qualità dell’alimentazione di fronte alla crisi è un rischio reale che colpisce le classi economicamente più deboli costrette a risparmiare sul cibo».

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