28 Gennaio 2018

Da arance a voli, dietro l’inflazione light (1,2%) anche rincari record: 15%

A fronte di un’inflazione complessiva in moderato rialzo nel 2017, ci sono anche balzi di oltre il 15% su agrumi e biglietti aerei. Sul versante alimentare seguono i pomodori (+13,8%) e l’insalata (+12,4%). Per il Codacons «stangata» sulle famiglie di 200 euro

L’inflazione, nel 2017, è stata dell’1,2%. Lo ha certificato l’Istat lo scorso 16 gennaio, confermando che l’inflazione italiana è in ripresa, anche se ancora lontana dall’obiettivo del 2% fissato dalla Banca centrale europea. Ma lo stesso Istituto di statistica evidenzia che dietro un rialzo dei prezzi complessivamente ancora «light», si celano anche balzi di oltre il 15%: se la media dei prezzi è risultata moderata, guardando alle singole voci le impennate, ma anche le discese, non mancano. Avviene, per esempio, per agrumi e biglietti aerei: tabelle dell’Istat alla mano, appaiono in deciso rialzo i voli, sia nazionali (+13,4%) che europei (+15,5%) e intercontinentali (+17,1%). E ancora, si scopre come lo scorso anno le arance siano aumentate del 15,4%. Sul versante alimentare seguono i pomodori (+13,8%) e l’insalata (+12,4%).

Il conto della «stangata»

Secondo il Codacons gli incrementi record di questi prodotti «si traducono in una “stangata” per le tasche delle famiglie italiane». Il Codacons, punta il dito in particolare sulle speculazioni legate ai listini dell’ortofrutta. «Nel corso del 2017 una famiglia media ha speso 102 euro in più rispetto al 2016 solo per l’acquisto di beni alimentari — spiega l’associazione — ma la vera batosta si è registrata nel settore dei trasporti, con un aggravio di spesa per nucleo familiare pari a 110 euro su base annua». «Alla base dei rincari nel settore alimentare che, come attesta l’Istat, ha visto incrementi elevatissimi per agrumi, pomodori, insalata, vi sono senza dubbio le speculazioni sui listini dell’ortofrutta legate al maltempo», denuncia il presidente Carlo Rienzi. «Come si ricorderà — spiega — le nevicate e le gelate che a gennaio 2017 investirono l’Italia portarono ad aumenti record per un lungo elenco di prodotti. Un effetto a cascata che coinvolse molti beni alimentari che non erano stati minimamente coinvolti dal maltempo, i cui prezzi si impennarono ingiustificatamente con effetti diretti sull’inflazione».

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