24 Aprile 2003

Aprile riscalda l?inflazione che sale al 2,8%

Aprile riscalda l?inflazione che sale al 2,8%

Bolletta elettrica, alcolici e sigarette accelerano la corsa dei prezzi




ROMA.

Inflazione in aumento anche in aprile. In base alle stime delle 12 città campione il carovita tocca il 2,8% su base annua (+0,3% mensile), rispetto al 2,7% di marzo, trainato dalla bolletta elettrica e, sia pure in misura minore, dal rialzo dei prezzi delle bevande alcoliche e delle sigarette nazionali ed estere. Alcuni analisti in chiave pessimistica paventano che il dato definitivo di aprile, che sarà reso noto dall?Istat il 16 maggio, potrebbe arrivare anche a +2,9% su base annua, mentre sul 2,8% annunciato si registra un?immediata ondata di reazioni negative da parte dei consumatori, delle parti sociali e di esponenti dell?opposizione. Comunque, un segnale positivo per il futuro arriva dall?Istituto di analisi economiche (Isae): l?inflazione ad aprile «dovrebbe aver raggiunto il valore massimo dell?anno e si appresterebbe a scendere soprattutto nel corso dell?estate», facendo calare l?incremento medio dei prezzi al consumo nel 2003 a 2,5%, per poi ridursi al 2,1% nel 2004.
In tutte le città campione si rilevano aumenti sostenuti nel capitolo bevande alcoliche e tabacchi, e nel capitolo alimentazione influenzato dal rincaro della bolletta elettrica: rispettivamente su base annua, a Torino +9,8% e +5,3%, a Milano +9% e +3,9%, a Genova +8,7% e +2,9%, a Venezia +8,7% e +7,3%, a Bologna +8,9% e +3,5%, a Firenze +9,2% e +5,4%, a Napoli +10% e +2,8%, a Bari + 9,5% e +6,3%, a Palermo +10,2% e +6,3%. Se crescono ad aprile i costi di fumo, alcol e bolletta elettrica, diminuiscono quelli dei capitoli trasporti e comunicazioni, a seguito del calo del costo dei carburanti, benzina e gasolio in testa (rispetto a marzo, quando il caro petrolio aveva provocato una spinta all?inflazione) e del costo dei telefoni cellulari: ad esempio, su base mensile si registrano rispettivamente a Torino -0,3% e -0,2%, a Milano e Genova -0,3% e -1%, a Firenze -0,4% e -0,2%, a Bari e Palermo -0,1% e -0,3%. A Genova crescono i prezzi di pane, biscotti, crostacei e molluschi, abiti, camiceria e maglieria. Spesa alimentare sensibilmente più cara a Trieste: si impennano in particolare i prezzi delle cipolle (+27,2%), dei polpi e delle sarde (rispettivamente +18,2 e +10,9%).
Il governo è nel mirino dell?opposizione, delle forze sociali e dei consumatori, ma il vice ministro alle attività produttive Adolfo Urso interviene per tentare di gettare acqua sul fuoco delle polemiche. «Il balzo dell?inflazione ad aprile – assicura – è destinato a rientrare se si stabilizzeranno i prezzi del petrolio. Si tratta di un dato che ci preoccupa anche se si tratta solo di pochi decimali di aumento legato anche al clima di incertezza per la situazione contingente che ha pesato su produttori e consumatori». Ma Pierluigi Bersani, responsabile economia dei Ds, attacca: «Il governo deve a questo punto scegliere. Non può al tempo stesso mantenere previsioni irrealistiche che fanno a pugni con la politica dei redditi e contemporaneamente non assumere iniziative che possano contenere l?inflazione e, anzi, prendere provvedimenti che addirittura la favoriscano». Sottolinea Marigia Maulucci, segretario confederale di Cgil: «Siamo al doppio dell?inflazione programmata con effetti prevedibili su salari e pensioni». Raffaele Bonanni, segretario confederale di Cisl: «Il governo perde credibilità». Adriano Musi, numero due di Uil: «Sono nettamente smentite le recenti previsioni ottimistiche fatte dal ministro Marzano sull?andamento dell?inflazione, di cui fra l?altro si dovrà tenere conto anche in sede di rinnovo dei contratti». Per Confesercenti «vanno in fumo con l?aumento dei tabacchi, del gas e delle tariffe elettriche gli obiettivi del governo di ridurre l?inflazione». Intesa dei consumatori: «E? un segnale molto preoccupante. Il governo deve adottare urgenti misure per porre un freno alla scalata dei prezzi».

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