Apre sala giochi a orario continuato
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fonte:
- Il Secolo XIX
APRE una nuova sala giochi SlotVideolottery nella parte alta del quartiere Umberto I con orario continuato dalle 6 del mattino alle 3 di notte. Nonostante quindi si sia fatta presente più volte, anche da parte del Comune della Spezia, e dopo i richiami della Curia, la bassissima valenza sociale delle sale giochi dopo la proliferazione di aperture degli ultimi due anni (ultima apertura quella delle Terrazze), non esiste un limite all’ apertura del numero delle sale o tale limite non è stato ancora raggiunto. Infatti la regolamentazione vigente sino al 2012 prevedeva un limite massimo nell’ ambito del Comune di 16 sale giochi e le distanza da scuole, luoghi di culto, caserme ecc. era fissata in 150 metri. Il nuovo regolamento emesso dal Consiglio Comunale con delibera del 9 gennaio 2012 aumenta invece le distanze a 300 metri ma non fissa più un limite massimo alle aperture che in precedenza avevano anche un limite per Circoscrizione. In quanto all’ orario di apertura l’ articolo 4 del suddetto regolamento dice: “L’ orario di apertura e chiusura è regolamentato dallavigente Ordinanza Sindacale in materia” che evidentemente lascia spazio ad aperture per 21 ore al giorno nonostante all’ articolo 2 reciti: “l’ Amministrazione comunale si riserva inoltre la riduzione del normale orario di apertura e di chiusura; l’ obbligo di chiusura infrasettimanale del locale; l’ obbligo di chiusura in occasione di particolari periodi dell’ anno” tutte opzioni che evidentemente poi il Comune non intende esercitare. Non parliamo poi della verifica distanze. In ogni caso se le sale giochi propriamente dette dovrebbero essere soggette a numero chiusole slot e le vdl sono ovunque, nei bar, nei ristoranti, nei circoli ed in esercizi commerciali di ogni genere. In piazza Brin lo scorso anno sotto il portico dell’ immobile di piazza Brin 5 aveva aperto una piccola sala giochi-videolottery che non distava certo 300 metri dalla chiesa cattolica di Nostra Signora della Salute e dalla chiesa evangelica di via Milano. Con tutto ciò, se ora è chiusa dopo aver cambiato due proprietà, è solo per mancanza di clientela, unico caso in controtendenza in città. La nuova sala giochi di viale Ferrari che sta aprendo ora disterà probabilmente 300 metri dall’ istituto scolastico “2 Giugno”, ma sarebbe bene che gli uffici competenti effettuassero le dovute verifiche. La proliferazione infatti di sale giochi genera allarme sotto il profilo morale anche se è lo Stato italiano a tenere le fila. Secondo una recente indagine in tutta la provincia della Spezia si stima che vi siano in esercizio oltre 1.500 slot (numero frutto di una media riferita al numero di abitanti visto che le slot registrate in Italia sono circa 475 mila) e si dice che in ogni macchinetta entrino in media 160 euro al giorno, media però che appare a chi conosce sia pure superficialmente il fenomeno, ridicolmente bassa. Chi conosce effettivamente la realtà sono i gestori delle macchinette (ed ovviamente lo Stato con i Monopoli e l’ Agenzia delle dogane) e sono tanto attenti all’ incasso che se una macchinetta non guadagna il “previsto”, viene spostata in altro locale. Insomma, stando ai dati dell’ inchiesta, le macchinette spezzine ingoierebbero circa 70 milioni di euro (noi crediamo oltre 90) restituendo l’ 80 per cento (l’ 88,40 per cento le Vdl secondo l’ ultima relazione parlamentare) ai giocatori, ma ovviamente non sempre agli stessi, generando buchi nei bilanci familiari molto spesso non sopportabili e molti casi di ludopatia con circa 160 persone in cura alla Spezia per la dipendenza conclamata. Stranamente è Genova, capitale dei tanto ritenuti parsimoniosi Liguri, la città che secondo una recente inchiesta del mensile “Wired” è intesta alla classifica delle città italiane maggiori con 9,7 “mini casinò” ogni 100 mila abitanti ed un totale di circa 58 sale a cui si aggiungono migliaia di locali con 2-10 tra slot machine e Vdl ed una spesa annua per le sole slot di circa mille euro ad abitante. Considerando che a sud abbiamo la provincia di Massa Carrara che guida questa classifica negativa a livello nazionale con 12 mini casinò ogni 100 mila abitanti, è ovvio che le preferenze degli spezzini, stretti tra due primati di questo genere, vadano nella stessa direzione. Così lo Stato biscazziere, che non pensa agli enormi costi sociali del gioco d’ azzardo, riduce grandemente i suoi guadagni. Nel 2012 in Italia tra slot e videolottery sono stati raccolti 49 miliardi di euro (sugli 87 miliardi movimentati da tutto il comparto gioco) di cui 39 miliardi sono stati restituiti in vincite e ne è risultato un giro d’ affari di 9,3 miliardi di euro di cui 4,3 miliardi sono andati ai gestori e 5 miliardi all’ erario, mai costi sociali per lo Stato sono stati stimati dal Codacons (per tutti i giochi da cui lo Stato ha ricavato circa 8 miliardi) in 7 miliardi, quindi una gestione del gioco d’ azzardo ben poco felice.
pierangelo caiti
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