10 Novembre 2008

Apre i battenti in città la sede provinciale di European Consumers

Dalla parte dei più deboli, dalla parte dei consumatori, dei cittadini che pagano le tasse per servizi che i singoli Comuni non si sono mai neppure sognati di attivare.  Apre i battenti in città la sede provinciale di European Consumers, la confederazione di associazioni guidata dall’avvocato Vittorio Amedeo Marinelli, fino al 2001 rappresentante legale e vicepresidente del Codacons.  Uno sportello dei e per i consumatori che sarà guidato da Marco Tiberti, per sei anni responsabile Codacons Rieti. E la prima azione promossa è quella finalizzata a una campagna per il ripristino di tutti i depuratori non attivi e per la realizzazione di quelli rimasti solo nelle carte dei progettisti, con le amministrazioni comunali che per quegli impianti fantasma incassano però la tassa per lo smaltimento delle acque reflue.  «Era il 10 febbraio del 2001 quando come referente del Codacons provinciale denunciai il sindaco di Cittaducale per illecito amministrativo per soldi versati dai contribuenti per depuratori inattivi», racconta Tiberti. «Perché nella sostanza se i depuratori non funzionano, l’amministrazione comunale non ha diritto ad esigere il canone sullo smaltimento delle acque reflue ed inoltre deve restituire le tasse già impropriamente richieste e versate dai cittadini. Con l’azione che intrapresi, anche se i soldi non vennero restituiti, furono riattivati i quattro depuratori comunali». Nel frattempo lo scenario normativo è cambiato: una recente sentenza ha abrogato la legge che impone questa tassa anche in assenza di un depuratore. Sia nel caso in cui l’impianto manchi del tutto o che risulti temporaneamente inattivo. «Monitorando tutti i depuratori assenti o non attivi faremo partire dei ricorsi in ogni singolo Comune privo di depuratori», annuncia Tiberti. Ma ad essere coinvolte sono anche le utenze commerciali, di condomini, fabbriche, scuole, ospedali, alberghi, enti pubblici e privati «che fino ad oggi hanno pagato milioni di euro per una depurazione delle acque reflue rimasta il più delle volte solo una mera illusione», dice Tiberti invitando tutte le associazioni canoistiche presenti sul territorio nazionale a dare un loro contributo in questa azione di monitoraggio ambientale

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