8 Settembre 2010

Apre a Vicenza uno sportello Comitas

 Commissioni di massimo scoperto troppo salate; interessi non del tutto chiari; operazioni finanziarie ad alto rischio. La percezione, da parte delle piccole imprese, di una "giungla bancaria" nella quale è difficile orientarsi ha fatto nascere anche in Veneto il primo sportello dedicato Comitas (Coordinamento Micro- Piccole-Medie Imprese per la Tutela e l’ Assistenza), che ha aperto i battenti a Vicenza. L’ associazione, sorta nel 2009 per tutelare le piccole imprese e i titolari di partita IVA nelle controversie con banche, assicurazioni, fisco, utenze, mobilità e pubblica amministrazione, in realtà è presente in tutte le provincie venete con punti territoriali ospitati all’ interno di studi di avvocati o che fanno riferimento alla sede nazionale. «A Vicenza c’ è di più: abbiamo istituito uno sportello con un addetto presente due volte alla settimana (il martedì e il giovedì, ndr ) per colmare un vuoto di tutela a seguito di numerose richieste di assistenza pervenute da parte delle piccole imprese e dei titolari di partita IVA che spesso non sono pienamente consapevoli dei propri diritti e delle tutele possibili», sottolinea l’ avvocato vicentino Alberto Pianon, fiduciario dell’ associazione per la provincia di Vicenza assieme al collega Roberto Rigoni. Comitas conta già centinaia di iscritti a livello nazionale, 103 sedi territoriali e una rete di oltre un centinaio di professionisti tra avvocati e commercialisti.L’ associazione per le imprese, equivalente del Codacons per i semplici cittadini, ha ottenuto azioni di tutela legale verso banche e istituti di credito. «In particolare, nel campo delle commissioni di massimo scoperto che in molti casi – aggiunge Pianon – sono state per anni addebitate illegittimamente a danno dei correntisti sui fidi concessi, come stabilito da recenti sentenze della Corte di Cassazione». I giudici del "Palazzaccio", lo scorso marzo, hanno infatti stabilito che la commissione di massimo scoperto è elemento rilevante al fine della determinazione del tasso di usura bancaria. Delle centinaia di estratti conto forniti sinora dalle aziende iscritte al Comitas per essere analizzati dagli esperti, la gran parte – secondo i dati forniti dall’ associazione – si sono rivelati irregolari e hanno già portato a richieste di recupero complessivamente nell’ ordine di oltre un milione di euro. «Le applicazioni illegittime del massimo scoperto non sono gli unici casi – conclude Pianon – ad essi vanno aggiunti casi eclatanti di anatocismo (il calcolo di interessi sugli interessi, ndr ), addebiti non previsti, investimenti finanziari rischiosi ( quali ad esempio quelli in derivati OTC), spesso fatti sottoscrivere come condizione per ottenere affidamenti o mascherati da prodotti assicurativi». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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