6 Maggio 2011

Approvato il piano per la scuola Immissioni in ruolo in tre anni

Approvato il piano per la scuola Immissioni in ruolo in tre anni
 

Per il ministro Mariastella Gelmini si tratta di «una doverosa risposta a chi già opera nella scuola a tempo determinato». La risposta è alla domanda di assunzioni, la titolare del Miur conferma il piano di immissioni in ruolo, ci sono da coprire 67mila posti, trentamila docenti e 37mila Ata. Non sarà possibile coprire tutti i posti già a settembre 2011, il piano prevede perciò di spalmare tutto in tre anni. «Il problema – ha detto il ministro – potrà essere risolto in meno di 6-7 anni». La decisione di approvare il piano era attesa, e il consiglio dei ministri di ieri come annunciato l’ ha approvato. Stiamo parlando di tutti quei docenti, collaboratori, segretari, che dopo anni passati ad inanellare contratti che iniziavano a settembre e finivano a giugno, hanno fatto ricorso per ottenere l’ assunzione a tempo indeterminato. Sono almeno cinquecento i precari cosentini della scuola che sperano nell’ immissione in ruolo, dopo che le sentenze di Siena e Genova hanno sancito il principio dell’ abuso di contratti a termine. La novità è contenuta nel decreto sviluppo discusso ieri dal consiglio dei ministri. Attenzione, gli organici non aumenteranno, anzi la finanziaria 2008 (ovvero l’ ormai famosa legge 133) continuerà a far sentire il filo della scure. I tagli, insomma, ci saranno comunque. Quelli che ormai vengono chiamati "precari stabili" dovrebbero andare a coprire i posti normalmente riservati per gli incarichi annuali. Mancano ancora altri passaggi istituzionali, fino a ieri ci sono state delle discussioni tecniche e poi il via libera dal consiglio dei ministri, e non è detto che il ministero dell’ Economia dica sì a tutto, anche se pare che siano stati proprio gli esperti del ministero dell’ Economia ad indicare la strada per ridurre l’ impatto della maxiassunzione sui conti pubblici. Certo, di mezzo va contata la doccia fredda arrivata dalla Corte d’ appello di Firenze che ha sospeso gli effetti della prima sentenza di Siena, per esaminare meglio le argomentazioni contenute nell’ appello del ministero dell’ Istruzione. Intanto però lo stesso Miur ha chiesto al Mef la quantificazione economica per le immissioni in ruolo. Intanto il rapporto sulla qualità della scuola presentato ieri relega ancora una volta alla Calabria nel girone dei rimandati, in particolare per quanto riguarda l’ edilizia scolastica. Tra gennaio e febbraio era stato il Codacons a diffondere le cifre raccolte dal ministero, secondo cui ci sono più di seicento situazioni critiche in tutta la provincia. I numeri sono quelli del monitoraggio disposto dall’ intesa Stato-Regioni sugli istituti di tutta Italia. Lo studio, iniziato a gennaio 2009, contiene la lista delle 12.000 scuole italiane che presentano le criticità più gravi. La situazione peggiore, e qui si scopre l’ acqua calda, è quella della Calabria che, pur contando un numero totale di abitanti pari alla sola Milano, è la regione con più criticità (1428). E se è vero che la provincia di Cosenza è la più popolosa, è altrettanto vero che da sola arriva a coprire oltre il 46 per cento delle scuole a rischio in Calabria con 661 situazioni critiche. Gli ispettori hanno rilevato situazioni di pericolosità in tutte le città cosentine, la zona peggiore è quella dell’ area urbana Cosenza-Rende-Castrolibero con 144 segnalazioni spalmate tra le 93 di Cosenza, le 35 di Rende e le 16 di Castrolibero. Tra i centri più grandi spiccano alcune differenze, appena sei le situazioni critiche segnalate a Rossano mentre quelle di Corigliano sono addirittura 31. Tra i centri messi peggio c’ è anche Acri con 31 situazioni critiche, mentre ne hanno raccolte rispettivamente dieci e undici Castrovillari e San Giovanni in Fiore.

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