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28 Dicembre 2001

APPELLO DEL CODACONS: Safya, storia di una ragazza-madre

APPELLO DEL CODACONS

Safya, storia di una ragazza-madre

Una storia come altre ne esistono in giro nel mondo, una storia di solitudine e di speranza. Viene da un paese lontano dal nostro, dalla Nigeria e riguarda un appello lanciato in favore di Safya Hosseini Tungar-Tudu, una ragazza nigeriana di trentanni, senza marito.

Ha avuto un bambino Safya e, dunque, per la legge fondamentalista islamica, che nel suo paese ha valore di legge penale, se non interviene una vasta proposta internazionale, fra un mese o poco più (a fine dicembre) sarà posta in una buca, seppellita sino al seno e poi lapidata a morte dalla gente del suo stesso villaggio.

Chiusa nella sua capanna, lei allatta il bambino che è diventato la sua condanna a morte. Gli potrà dare il suo seno per qualche settimana, poi la trascineranno nella fossa e la massacreranno (è confermato da Amnesty International). Come sempre succede in questi casi, il padre del bambino è stato assolto per insufficienza di prove. Tutti provano una grande pietà per la sorte di Sayfa.

«Si, possiamo fare qualcosa anche noi – afferma Marco Tiberti, rappresentante del Codacons provinciale – Per esempio scrivere all`Ambasciata di Nigeria (Via Orazio 18 00193 ROMA e-mail: embassy@nigerian.it) dicendo che vogliamo che Sayfa viva, chiediamo che il presidente della repubblica nigeriana le conceda la grazia. Ma bisogna che le nostre lettere siano tante e per questo il Codacons si è mobilutato e chiede agli organi di informazione di divulgare un comunicato affinchè l`intera provincia di Rieti non rimanga ai bordi della fossa contemplando l`ennesimo delitto dell`intolleranza, dell`ignoranza e della menzogna!».
Tiberti si rivolge a coloro che vogliono aiutare la donna. «Prego tutte queste persone di trasmettere questo appello agli amici e di scrivere subito all`ambasciata: sapete anche voi che se non lo fate subito, rischiate di dimenticarvene!».

Intanto Sayfa è laggiù, in Nigeria, in attesa che qualcuno davvero le tenda una mano e l?aiuti a ritrovare il sorriso insieme al suo bambino.

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