9 Aprile 2008

Appelli e schede restituite le due facce della società civile

I pescatori La fondazione Bds Boom di proposte. E di annunci di astensione

Le marinerie di Sciacca e Lampedusa non andranno alle urne perché il costo del gasolio è raddoppiato
C’è un proliferare di richieste programmatiche e questo è un fatto nuovo e positivo

Se le scrivanie dei candidati alla presidenza della Regione, in primis Anna Finocchiaro e Raffaele Lombardo, sono piene di proposte di programma scritte da industriali, commercianti, artigiani, agricoltori, fondazioni bancarie o associazioni di cittadini, in tutta la Sicilia fioriscono le lettere di protesta scritte da comitati civici, marinerie, associazioni di disabili e dei consumatori: delusi dalla malapolitica, promettono in coro che non andranno alle urne. Di certo c’è che, mai come in questa campagna elettorale, i candidati hanno ricevuto richieste d’impegni concreti. Ad aprire le danze è stato il decalogo presentato da Confindustria, che chiede al futuro governatore dell’Isola l’avvio dei termovalorizzatori piuttosto che lo snellimento della burocrazia regionale: "è importante che le organizzazioni sociali diventino propositive su questioni di merito – dice Ivan Lo Bello, il leader degli industriali dell’Isola – Vedo una grande voglia di partecipazione da parte della società civile, finalmente ci rendiamo conto che non dobbiamo stare a guardare in maniera passiva cosa fa la politica". Per Carmelo Gurrieri, che da presidente della Cia agricoltori ha presentato un programma ai candidati, "è importante che le associazioni facciano delle proposte autonome e chiedano impegni concreti per risolvere i problemi di intere categorie". Tra le tante proposte di programma ci sono state quelle dell’Aiop (che raggruppa le cliniche private), dell’associazione degli industriali Secolo Ventuno o, ancora, della Cna, delle famiglie cattoliche e di Antudo, che chiede la "smilitarizzazione della Sicilia". Un programma in sette punti è stato presentato anche dalla Fondazione Banco di Sicilia, per proporre "una maggiore attenzione alla formazione e agli investimenti nella ricerca universitaria": "C’è un proliferare di appelli e questo è un fatto positivo, ma non so quanti poi saranno realmente presi in considerazione dalla politica", dice il presidente della Fondazione, Giovanni Puglisi. Anche la Chiesa siciliana è scesa in campo. L’ultimo appello è arrivato proprio ieri dall’arcivescovo di Palermo, Paolo Romeo: "Sentiamo in questo momento tante promesse elettorali, ma nessuno dice da dove si prenderanno i fondi per onorarle – ha detto l’alto prelato – Serve invece una politica capace di affrontare e risolvere le emergenze sociali senza illudere i cittadini". Da un lato le proposte, dall’altro il rifiuto della politica. Il comitato civico di Gioiosa Marea, che da sei anni attende che venga riparata la statale 113 distrutta da una frana, ha consegnato al Prefetto di Messina oltre 600 schede elettorali: "Io non andrò a votare perché ormai ho perso completamente la fiducia in chi rappresenta le istituzioni nazionali, regionali e locali", dice la signora Angela Scaffidi. Come lei non voteranno i consumatori del Codacons, che protestano contro il mancato inserimento nei programmi di "iniziative contro il caro prezzi", e anche i disabili dell’Ausl 5 di Messina, che non si recheranno alle urne perché è stato sospeso il servizio per la loro assistenza. E se il centro studi Anghelos "invita al voto consapevole e apartitico", difficilmente andranno alle urne i pescatori delle marinerie di Sciacca e Lampedusa: "Il costo del gasolio è raddoppiato nel giro di un anno e ogni battuta ci costa oltre 600 euro solo per il carburante – dice Antonio Randazzo, presidente della coop "Tra i pescatori a Sciacca" – Il tutto nel disinteresse dei politici".

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