1 Novembre 2014

Appalti patteggiano anche Frigerio e Greganti

Appalti patteggiano anche Frigerio e Greganti

AECCEZIONE dell’ ex direttore generale di Infrastrutture Lombarde, Antonio Rognoni, l’ intera “Cupola” di Expo sceglie il patteggiamento, s’ impegna a risarcire il danno, ed evita il processo. Com’ era previsto da settimane, con gli accordi dei giorni scorsi fino agli ultimi raggiunti tra indagati e procura ieri, sarà ora il giudice per l’ udienza preliminare, Ambrogio Moccia, a stabilire se le pene concordate sono congrue. Ieri mattina in procura l’ avvocato Manola Murdolo, per conto dell’ ex parlamentare Dc Gianstefano Frigerio, uno dei componenti della “Cupola degli appalti” che avrebbe pilotato le gare di Expo, ha raggiunto l’ accordo con i pm, Antonio D’ Alessio e Claudio Gittardi, per una pena di tre anni e quattro mesi. In extremis ha trovato un accordo, tre anni di reclusione e 10mila euro di risarcimento, anche l’ ex funzionario del Pci Primo Greganti. Nei giorni scorsi, la stessa scelta era stata fatta dall’ ex senatore Pdl Luigi Grillo, accordatosi con la procura per una pena di due anni e otto mesi e un risarcimento di 50mila euro. E anche l’ imprenditore Enrico Maltauro, con i suoi legali Giovanni Dedola e Paolo Grasso, aveva raggiunto l’ accordo su una pena di due anni e dieci mesi. Di due anni, sei mesi e venti giorni, invece, è la pena definita coi pm dagli avvocati Luca Troyer e Luca Ponzoni per l’ ex manager di Expo, Angelo Paris, che dovrà risarcire la società Expo 2015 con centomila euro, di cui 70mila già versati. Più alta, tre anni e due mesi di reclusione, invece, la pena per l’ ex esponente ligure dell’ Udc (poi in Ncd) Sergio Cattozzo. Il processo sulla presunta rete che avrebbe condizionato l’ aggiudicazione degli appalti Expo, ma anche quelli di Sogin e Città della salute, potrebbe non esserci, se non per l’ ex direttore generale di Infrastrutture Lombarde, Antonio Rognoni, difeso dall’ avvocato Francesco Centonze, già a processo per le turbative d’ asta nelle gare per i servizi legali della società. Sarà però il gup, il prossimo 2 dicembre, ad avere l’ ultima parola e decidere se accogliere o respingere le richieste. Contro quest’ esito dell’ inchiesta, si è già dichiarato il Codacons. «Il patteggiamento rappresenterebbe una grave offesa per tutti i cittadini danneggiati dalla corruzione legata a Expo – ha dichiarato il presidente Carlo Rienzi – andrebbe a unico vantaggio degli imputati e impedirebbe di far luce su uno degli scandali tra i più pesanti degli ultimi anni». ( s. d. r.) © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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