31 Luglio 2014

App per il meteo, rivolta degli alberghi

App per il meteo, rivolta degli alberghi

IL CASO ROMA Albergatori sul piede di guerra. L’ estate non parte e in più le ballerine previsioni del meteo, diffuse da canali non ufficiali, tra cui siti internet e app per tablet e smartphone, contribuiscono a fare il resto. Oltre mille sono le applicazioni scaricabili su cellulare, la maggior parte delle quali gratis, mentre appena un 10% con un costo non superiore ai 2,69 euro, che promettono previsioni meteo attendibili, scrupolose e precise. Poi la realtà è, invece, un’ altra. Tanto che il Codacons, l’ associazione dei Consumatori, ha diffidato nei giorni scorsi i principali siti internet di previsioni meteo, finiti nell’ occhio del ciclone a causa d’ indicazioni errate date, nelle scorse settimane, sulle condizioni del tempo. LE POLEMICHE Uno dei portali leader, quale Meteo.it, ha promesso, d’ ora in avanti, un bollettino diviso solo per ore, considerate proprio le condizioni atmosferiche a dir poco imprevedibili. Ma il danno ormai è fatto, perché se è vero che le famiglie pronte con la valigia in mano, si sono assottigliate e se è vero che il maltempo ha comunque investito il Paese, i principali albergatori, da Nord a Sud dell’ Italia, hanno denunciato un crollo sulle prenotazioni rispetto al luglio 2013, quantificabile in svariati milioni di euro, proprio a causa di previsioni meteo eccessivamente preoccupanti. Meteo terrorismo lo definisce il presidente della Federalberghi Bernabò Bocca: «Moltissimi siti internet lanciando previsioni allarmiste non fanno altro che aumentare il traffico del proprio portale. Molti sono i turisti che, preoccupati, vanno a leggere queste pseudo previsioni e il risultato per il sito internet e per chi lo gestisce è quello di raccogliere maggiore pubblicità, fornendo informazioni completamente sbagliate». Un’ operazione puramente commerciale, denuncia il presidente, a danno dei consumatori. «La Federalberghi dell’ Emilia Romagna – prosegue Bocca – ha già intrapreso un arbitrato, chiedendo un unico sito internet governativo volto a diramare informazioni meteo». E su possibili class action della categoria, Il presidente Bocca non esclude nessuna possibilità. «Stiamo valutando possibili azioni legali». I DANNI Fermo restando le oasi felici, come l’ isola di Capri, Portofino che, crisi o non crisi, acquazzoni o sole dirompente, possono sempre contare su una determinata tipologia di clientela, altre mete sempre di moda, come la stessa Cortina, hanno accusato il colpo. «Le previsioni meteo sballate, hanno decurtato anche molte prenotazioni a ridosso delle vacanze, quando poi, le piogge sono sì, cadute, ma i nubifragi che tanto sono stati annunciati non si sono verificati», spiega il vicepresidente della Federalberghi Veneto, Vittorio Bonacini. La stessa Venezia, pur salvandosi in parte dalla debacle anche grazie ai turisti, ha risentito delle previsioni meteo sballate. «Sul litorale, da Jesolo a Chioggia gli alberghi a luglio ? continua Bonacini ? sono rimasti pressoché vuoti, per non parlare degli stabilimenti balneari». Ombrelloni chiusi e lettini piegati, mentre il sole brillava, anche quando quelle app meteo dicevano il contrario. In sostanza, la partenza fiacca per la stagione estiva, che la Fedearlberghi aveva denunciato lo scorso giugno con un -0,3% rispetto allo stesso periodo del 2013, è andata acuendosi. IL CENTRO E IL SUD Scenario non dissimile anche nelle regioni del Centro e del Sud. Dal Lazio alle Marche, passando per l’ Abruzzo e la Toscana, Campania, Calabria e Puglia. «Le previsioni sballate del meteo ? aggiunge il numero uno della Federalberghi Roma, Giuseppe Roscioli ? hanno incrinato una stagione partita sul litorale tirrenico già con un -20% rispetto al 2013. Il danno economico per gli esercenti è stato enorme, superiore ai tre milioni di euro». Nessuna delle 15 regioni bagnate dal mare si è salvata dalla pioggia vera e presunta e il Sib, il sindacato balneare italiano ha registrato una flessione delle presenze in spiaggia, rispetto al 2013, del 15% con punte fino al 70% soprattutto in Campania e nelle Marche. Ridotto anche lavoro stagionale. Camilla Mozzetti © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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