“Apocalypto“ vietato, la decisione giusta nel modo peggiore
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fonte:
- Libero
“Apocalypto“ di Mel Gibson vietato ai minori di 14 anni. Per decreto del Tar del Lazio. La seconda sezione ha accolto la richiesta dei Condacons di “vietare provvisoriamente ai minori di 14 la visione del film“. Mentre il film di Gibson è al secondo posto al botteghino italiano, battuto da “Casino Royale“, il nuovo 007, il presidente del Tar Italo Riggio nella sua decisione ha fatto riferimento alla memoria dei Codacons nella quale si indicavano in “Apocalypto“ scene di estrema violenza che si protraevano per tutto il film e che non erano certo adatte a un pubblico di minori. Ritenendo “sussistenti i presupposti di estrema gravità e urgenza“ Riggio ha ritenuto che l`unico modo di ovviare alla situazione è “inibire la visione a un pubblico minore di 14 anni“. Per sapere di che morte morrà il film di Gibson occorrerà aspettare il 17 gennaio, data della discussione della vicenda in camera di consiglio. Bene, a questo punto, è probabile che i ragazzini italiani potranno conoscere “Apocalypto“ solo quando saranno grandi e in versione dvd. Come crediamo sia giusto e santo. Il problema è che alla conclusione giusta e santa si è arrivati nel peggiore dei modi. Con una repressione anziché con un provvedimento amministrativo del tutto condivisibile. E la repressione è arrivata perché Rutelli s`è messo a starnazzare, con una foga che non ricordiamo nemmeno nell`Italia postbellica, quando Scelba proibiva e Oscar Luigi Scalfaro faceva sceneggiate alle signore scollate nei bar. Rutelli (a pensar male si azzecca quasi sempre) non ha seguito tanto il buon senso del padre di famiglia, quanto l`obbiettivo di agganciare un elettorato cattolico moderato. Queste ruffianate a noi personalmente non garbano. E ci fa sorridere la decisione rutelliana di assemblare un super comitato per risolvere una buona volta il problema della censura in Italia (problema mai risolto da nessuno in sessant`anni e circa sessanta compagini governative). Queste cose sono tristi perché ci fanno sentire (periodicamente) un`area depressa. Depressa perché i problemi li abbiamo solo noi. Nel resto del mondo civile, la censura non esiste. E le decisioni non sono in mano ai politici. I cineasti che insistono a fare film “trash“ sanno i rischi che corrono. Un trash non può andare in Tv in prima serata. Se non va in prime time perde i grossi sponsor. La perdita degli utili è un deterrente molto, ma molto superiore al pensiero dei turbamenti degli under 14. In Usa l`han capito trent`anni fa. In Italia solo da poco. Rutelli sembra non averlo capito affatto.
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