5 Gennaio 2007

Apocalypto, Rutelli raccomanda visione con adulti

ROMA (Reuters) – Dopo le polemiche di oggi sulle prime pagine dei giornali per la visione nei cinema senza limiti di età di “Apocalypto“, il film di Mel Gibson sui Maya che per alcuni critici è troppo violento per i bambini, il ministro della Cultura Francesco Rutelli ha scritto ai distribuitori della pellicola chiedendo che venga raccomandata la presenza dei genitori in sala. Intanto, l`associazione dei consumatori Codacons ha annunciato un ricorso al Tar del Lazio per chiedere di rivedere la valutazione del film. “Ci raccomandiamo caldamente una particolare sensibilità all`ingresso in sala con i minori, avvisando il pubblico della particolare crudezza di alcune scene del film – è scritto nella lettera inviata alla Eagle Pictures dal ministro – E raccomandando la presenza di un genitore o comunque di un maggiorenne qualora il minore insistesse per l`ingresso in sala“. A differenza che in altri paesi lo spettacolare film, che esce domani nelle sale, in Italia non è vietato né ai minori di 18 anni né a quelli di 14, nonostante le scene di violenza che mostra, con uccisioni e sacrifici umani. Il ministro Rutelli ha detto di concordare col giudizio della Commissione di revisione cinematografica, che non ha voluto censurare il film neanche per i più piccoli “perché il film ha forte valenza storica“. La Commissione ha designato Apolcalypto come film “per tutti“ dopo una votazione che si è conclusa con 4 voti a favore e due contrari, ha detto a Reuters una fonte a conoscenza della vicenda. A votare contro sono state le due rappresentanti dei genitori, mentre altri due membri e lo psicologo designato erano assenti. “La considerazione che è stata fatta è che il film ha una valenza storica, e che quella mostrata non è una violenza imitabile dai minori“, ha detto la fonte. “La Commissione ha come scopo peculiare, non quello della valutazione del valore artistico del film, ma quello di tutelare i minori da immagini violente che possano turbare la loro sensibilità e dare indicazioni alle famiglie sulla fruibilità dell`opera“, hanno scritto in un comunicato le associazioni Age, Agesc e Cgd, di cui fanno parte le due rappresentanti dei genitori in Commissione. Le associazioni criticano lo “squilibrio numerico“ che vede la presenza di solo due genitori in Commissione, e denunciano l`assenza della figura dello psicologo in alcune delle otto commissioni incaricate di valutare i film in uscita nelle sale italiane. Il Codacons ha invece annunciato un ricorso al Tribunale amministrativo del Lazio contro la decisione della commissione “Il film sarà sicuramente bellissimo e ben realizzato – ha detto in una nota il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – ma i minori vanno senza dubbio tutelati più degli interessi economici delle case di produzione cinematografica. Dunque non invochiamo alcuna censura… ma certe scene di violenza, per quanto belle e significative, sono adatte esclusivamente a un pubblico adult

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