6 Gennaio 2007

Apocalypto, più rumore che scandalo

Apocalypto, più rumore che scandalo
I ragazzini smontano il film horror di Mel Gibson: siamo abituati ai videogiochi

ROMA. Dopo il fiume di polemiche per il mancato divieto ai minori nonostante le innumerevoli scene di violenza, il film di Mel Gibson ambientato negli ultimi anni dell`impero Maya “Apolcalypto“, è arrivato finalmente al vaglio del pubblico con l`avviso fortemente sollecitato dal ministro dei Beni culturali Rutelli e accettato dagli esercenti che la visione è sconsigliata ai minori di 14 anni che non siano accompagnati dai genitori. Un avviso che, benché sia stato ben evidenziato su cartelli esposti nelle trecento sale italiane in cui il film è da ieri in programmazione, è rimasto tale e non ha impedito per esempio a Mario, quattordicenne romano presentatosi al primo spettacolo pomeridiano in un cinema del centro di Roma, di entrare senza alcun problema in sala, come del resto era prevedibile. “Hanno voluto solo i soldi per il biglietto“, ha dichiarato. Le reazioni degli spettatori più giovani non sempre sono state di ribrezzo: “Sono senz`altro più violenti i videogiochi“ dice il diciassettenne Mattia, anche se la sedicenne Francesca commenta: “Certe cose il regista se le poteva risparmiare: mia sorella che ha quattordici anni non ce la porterei, alcune scene non le sopporterebbe“. E a Milano il commento un sedicenne grida “Ma che violenza! Ce n`é molta di più in tv o nei videogiochi“. Tra gli adulti i giudizi sono discordanti: se per Claudio, 40 anni, il film “è una bellissima ricostruzione storica ed è giusto che non abbia divieti, perché racconta le cose così come sono accadute“, Fernanda, 35 anni, non è d`accordo: “questo film è il festival delle banalità, Gibson si è limitato a riproporre lo stile del cinema d`azione americano tra i Maya“. Intanto c`è già chi si attrezza a prevenire il pericolo Gibson: il sindaco di Chivasso, nel torinese, ha già firmato un`ordinanza di divieto ai minori contro Apocalypto sostenendo di averne il potere, anche se la pellicola a Chivasso ancora non c`è arrivata. Il Codacons invece, nella previsione che qualche minore possa subire dei traumi dalla visione del film, suggerisce ai genitori di farsi risarcire direttamente dai membri della commissione di censura che non lo hanno vietato, garantendo loro assistenza legale. Comunque tutti sono d`accordo nel sostenere che la legge sulla censura, vecchia di 45 anni, sia da riscrivere: primo fra tutti il ministro Rutelli che da Mantova, in visita alla mostra del Mantegna, ha annunciato di aver convocato già per lunedì una riunione per esaminare una nuova normativa. Il film intanto promette buoni incassi al botteghino: 150 persone allo spettacolo delle 13,30, solitamente semideserto, al cinema Apollo di Milano, 107 alla stessa ora al Barberini di Roma e molte prenotazioni già arrivate per gli spettacoli serali.

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