19 Gennaio 2007

“Apocalypto“, il Tar ribadisce il divieto

ROMA. è stato confermato dal Tar del Lazio, anche in composizione collegiale, il divieto alla visione ai minori di 14 anni del film “Apocalypto“. La decisione è della II sezione quater, che ha accolto la richiesta del Codacons di confermare la decisione con la quale il presidente della stessa sezione Italo Riggio, l`8 gennaio scorso aveva provvisoriamente, con proprio decreto, dato lo stop alla visione per i minori di 14 anni. “Per quanto riguarda la tutela dei minori – si legge nell`ordinanza del Tar del Lazio – il film Apocalypto contiene numerose scene di estrema violenza verso uomini o animali, che impongono in ogni caso il divieto della visione ai minori, nella specie di anni di 14, come richiesto dalle ricorrenti“. I giudici hanno ritenuto inoltre che “la crudezza di alcune scene è stata avvertita dalla stessa società Eagle Pictures, la quale con nota del 4/1/07 ha raccomandato agli esercenti delle sale cinematografiche una particolare sensibilita all`ingresso dei minori in sala, richiedendo la presenza di un genitore o comunque di un maggiorenne, qualora il minore insistesse per l`ingresso in sala“. Per questo i giudici hanno deciso di ribadire l`inibizione della visione del film “Apocalypto“ ai minori di 14 anni. Il divieto disposto ieri dai giudici amministrativi non è definitivo ma cautelare. Sarà dunque in vigore fino alla pronuncia nel merito del Tar, per la quale l`udienza è fissata al 28 febbraio. Soddisfazione da parte dell`Aiart per il divieto alla visione ai minori di 14 anni di “Apocalypto“, ma l`associazione di telespettatori di matrice cattolica chiede che in futuro il film non sia trasmesso in tv. Per il presidente dell`associazione, Luca Borgomeo “la conferma della sentenza del Tar del Lazio è un importante risultato e che mette fine a una vicenda durata fin troppo. Non vorremmo però che questo divieto, in un futuro vicino, fosse aggirato e che Apocalypto finisse in tv, addirittura in prima serata, in barba a tutte le norme che tutelano i minori. Rai, Mediaset e le altre emittenti commerciali non si facciano tentare da un film che purtroppo fa della violenza una sua costante“.

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