13 Ottobre 2020

Aperture domenicali, Not, case Itea: raffica di ricorsi contro la Provincia

TRENTO La questione delle aperture dei negozi nei giorni festivi, ma anche l’ annosa partita della costruzione del nuovo ospedale del Trentino e il nodo del requisito dei dieci anni di residenza per accedere all’ edilizia pubblica. Nell’ ultima riunione, la giunta guidata da Maurizio Fugatti è tornata ad affrontare temi che negli ultimi mesi (anni, per quanto riguarda il Not) hanno fatto discutere parecchio. Con un braccio di ferro che prosegue anche in tribunale. Partendo dalla sfida che più ha sollevato polemiche nel corso dell’ estate – vale a dire l’ applicazione della legge sul commercio che prevede la chiusura domenicale dei negozi, salvo eccezione per i Comuni turistici -, dopo lo stop pronunciato dal Tar e la nuova delibera dell’ esecutivo che ha riaperto tutti i negozi a prescindere dalla localizzazione turistica o meno, ora arrivano le richieste di risarcimento danni. Come, di fatto, era nell’ aria dopo la sentenza del tribunale amministrativo. La giunta, in sostanza, ha dovuto esaminare un ricorso promosso da Eurobrico, Casatua Italia, Centro commerciale Le Valli e Millennium center contro la legge provinciale Failoni e contro la delibera che fissava la distinzione tra Comuni ad alta intensità turistica e non. Di più: nello stesso ricorso si chiede «il risarcimento del danno subito da Eurobrico e Casatua Italia». Contro la stessa delibera (e la stessa legge) anche il ricorso promosso da MD spa. E sulla stessa linea si muove anche l’ azione davanti al Tar firmata dal Codacons. In tutti i tre i casi la giunta del presidente Fugatti ha deciso di resistere, in attesa del pronunciamento della Corte costituzionale che dovrebbe indicare una linea chiara su una questione che divide il Trentino. E si aggiunge un altro tassello anche alla battaglia avviata da Daniel Bekele e dall’ Associazione studi giuridici sull’ immigrazione rispetto al requisito dei dieci anni di residenza (istituito dall’ esecutivo) per accedere alle graduatorie delle case Itea. Una questione che già al momento del varo aveva sollevato un polverone, ma che poi era rimasta tale. Fino alla sentenza del Tar che poche settimane fa aveva dato ragione al giovane di origini etiopi, costringendo dunque la giunta a fare un passo indietro e rivedere il vincolo di residenza. Il governatore però, come aveva annunciato, non ci sta. E nell’ ultima seduta dell’ esecutivo ha deciso di resistere davanti alla Corte d’ appello chiedendo «l’ annullamento e la riforma dell’ ordinanza del tribunale di Trento sezione lavoro previa sospensione». E se commercio e case Itea rappresentano questioni recenti, sulla costruzione del Nuovo ospedale in via al Desert i problemi legali ormai hanno riempito pagine intere. L’ ultimo intoppo, in ordine di tempo, è datato 30 settembre. Quando l’ impresa Pizzarotti ha presentato un nuovo ricorso al Tar per annullare la determinazione provinciale di nomina del promotore nella gara per la realizzazione del Not (vale a dire Guerrato spa). Anche in questo caso Piazza Dante resiste.
ma. gio.

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