1 Novembre 2007

Aperture domenicali, disco verde del codacons

Peres: è un servizio che i consumatori apprezzano. Leonarduzzi (Radicali): va difesa la libertà di mercato “La possibilità di fare acquisti anche la domenica è un servizio particolarmente apprezzato da una fetta sempre maggiori di consumatori e risponde a quelle che sono le nuove esigenze delle famiglie dove sempre più spesso lavorano entrambi i coniugi“. A dar voce al grande numero di amanti dello shopping domenicale che quasi sempre riempie i centri commerciali e non solo, è il Codacons attraverso il referente regionale per i servizi sociali Bruno Peres. “Per capire che i negozi aperti di domenica sono un servizio gradito basta guardare quello che succede ogni domenica – sostiene Peres – quando in molti centri commerciali c`è la coda. Il perché di questa situazione è molto semplice. Rispetto ad alcuni anni fa le famiglie monoreddito sono diminuite e se in un nucleo famigliare lavorano entrambi i genitori da lunedì a venerdì è chiaro che le occasioni per fare la spesa e anche per passeggiare tra le vetrine sono molto poche. I negozi aperti non significano però la fine della tradizione. Perché in una giornata si può andare a messa al mattino, fare una gita e anche trovare il tempo per fare la spesa se serve“. Il Codacons si schiera quindi a favore della legge regionale sul commercio ricordando anche che la normativa non impone le aperture. “Dare l`opportunità di aprire non significa che tutti debbano aprire senza dimenticare – sostiene Peres – che si potrebbe anche decidere di tenere chiuso un altro giorno per recuperare il riposo. Trovare un alimentari aperto la domenica mattina è un servizio molto apprezzato così come trovare un negozio di abbigliamento aperto al pomeriggio, ma è importante anche tutelare i piccoli negozi che con la loro presenza sul territorio garantiscono anche a chi non ha l`automobile l`accesso ai servizi. La Regione quindi ha fatto bene a porre un freno alla crescita dei grandi centri la cui presenza però contribuisce a calmierare i prezzi attraverso la concorrenza“. Favorevole alla norma regionale anche Gianfranco Leonarduzzi dei Radicali italiani. “La libertà di mercato va difesa – sostiene – sarà il mercato e cioè i consumatori a decidere se le aperture domenicali debbano essere tante o poche lasciando la possibilità a tutti gli operatori commerciali di aprire o chiudere. Auspichiamo quindi che in assemblea delle autonomie non venga snaturata la sostanza del provvedimento perché sbarrare la strada alla libertà d`impresa significa bloccare una parte importante dell`economia regionale. La riforma sul commercio regionale è strategica per l`occupazione, l`ultimo Bennet ne è l`esempio“.

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