20 Maggio 2020

«Apertura con rincaro» Gli esercenti: non è vero

Riaprono le attività commerciali – non tutte – e torna anche la ‘movida’ dopo le chiusure imposte dal lockdown per l’ emergenza Covid-19. Dall’ Arco della Pace ai Navigli, bar e ristoranti hanno riaperto al pubblico non solo con il consumo da asporto ma pure al tavolo, anche se il numero dei clienti non è tornato alla normalità. Con il Codacons che ha denunciato una raffica di rincari per prodotti come alimentari e caffé o servizi, per esempio il taglio dei capelli. «Ci possono essere stati dei casi isolati – ha ribadito Lino Stoppani presidente di Federazione italiana pubblici esercizi -. È una ripresa lenta che spaventa molti esercenti. Sicuramente una politica di aumento dei prezzi da parte di alcuni potrebbe spaventare i clienti e rivelarsi autolesionista. Tuttavia, i commerciati che hanno anche un ruolo sociale è una fra le categorie più colpite dagli effetti economici dell’ epidemia e vanno capiti. E quindi le accuse generalizzate di aumento dei prezzi sono quanto meno ingenerose». Intanto, i locali cercano di seguire al meglio le ordinanze nazionali e regionali che si sono succedute continuamente e che per molti sono ancora «non chiare», a partire dall’ obbligo tutto lombardo della misurazione della temperatura ai clienti. Così poco chiare che molti hanno deciso di non rialzare proprio le serrande, né di allestire i dehors, anche a causa di misure poco incisive su tasse e agevolazioni. Una forma di auto- tutela anche dai tanti controlli da parte delle forze dell’ ordine: nella prima notte della Fase 2, a Milano, sono stati controllate 1.666 attività commerciali, con un solo titolare denunciato, e 90 invece le persone multate per assembramento. Difficile poi far rispettare il distanziamento tra chi condivide lo stesso tavolo, visto che misurano molto spesso attorno ai 70 centimenti a lato, anche se prossimamente, sempre che i dati epidemiologici lo permettano, la Regione potrebbe allentare ancora qualche restrizione. «I ristoranti – ha detto il sindaco Beppe Sala – con le regole che devono applicare sono in grande difficoltà, sono la parte che farà più fatica», mentre per il governatore della Lombardia Attilio Fontana bar e ristoranti sono «uno dei luoghi in cui bisogna fare in modo che le regole vengano rispettate nel modo più rigoroso possibile », soprattutto «il distanziamento all’ interno dei ristoranti è fondamentale». «In alcune Regioni si dice che il distanziamento tra membri della stessa famiglia non è obbligatorio, noi invece questa regola l’ abbiamo voluta lasciare per evitare scuse», ha concluso Fontana. (D.Re) RIPRODUZIONE RISERVATA.

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