4 Gennaio 2017

Aperto il McDonald’ s: a Borgo Pio è la goccia che fa traboccare il vaso

Aperto il McDonald’ s: a Borgo Pio è la goccia che fa traboccare il vaso

Ha aperto in sordina: nessuna pubblicità, tranne i cartelli con la freccia che indica la direzione. Niente volantini, né rinfresco per inaugurare l’ attività. Il McDonald’ s di Borgo Pio ha iniziato a servire hamburger e patatine nei giorni in cui Roma pensava ad altro: al Circo Massimo senza concertone e al Capodanno alternativo su ponti e lungotevere. Sono cadute nel vuoto le proteste di residenti e ambientalisti che, negli ultimi mesi, si sono battuti per fermare il fast food. Ed è servito a poco il malumore dei porporati che abitano nell’ immobile vaticano di proprietà dell’ Apsa, affittato al colosso americano per una cifra intorno ai 3o mila euro al mese. Il locale di oltre 500 metri quadrati a pochi metri dal colonnato di piazza San Pietro, che in passato ospitava la filiale di una banca, ha già iniziato a riempirsi: non solo di famiglie e turisti, ma anche di religiosi. Racconta il professor Alberto Asor Rosa, capofila della battaglia contro la maxi paninoteca, che i lavori hanno assunto una velocità impressionante, con grossi camion in mezzo alla strada fino alle 2 di notte. Il docente, che ha bollato l’ apertura come il colpo di grazia inferto a un animale ferito, spera ancora che la magistratura possa supplire all’ inerzia delle istituzioni: Il Comitato per la salvaguardia di Borgo, attraverso il Codacons, ha presentato un esposto al Tar. Chissà che, come è già accaduto in altre circostanze, non siano i giudici a ribaltare la situazione. Non vuole arrendersi, Asor Rosa, alla filosofia del tanto peggio tanto meglio: Non sono schierato con quelli che dicono : “Borgo ormai è uno schifo, non sarà il McDonald’ s a rovinarlo… Trovo, invece, che ci siano negozi eccellenti, ma affogano in un diluvio inaccettabile. Moreno Prosperi, presidente del Comitato per la salvaguardia di Borgo, ribadisce l’ incompatibilità con il tessuto urbanistico e denuncia: Il Comune aveva tutti gli strumenti per bloccarlo, ma non l’ ha fatto. Oltre al cortocircuito visivo, in un contesto monumentale che è anche la culla del cattolicesimo, Prosperi sottolinea la potenziale pericolosità del fast food, simbolo della globalizzazione, in un momento così delicato sul piano della sicurezza internazionale: Con l’ elezione di Donald Trump alla presidenza Usa temo una recrudescenza di tensioni e attentati. In attesa di capire quale sarà l’ impatto di McDonald’ s a Borgo – dopo la paninoteca dovrebbe aprire anche un Hard Rock Café in via della Conciliazione – il rione continua a perdere pezzi di identità. Snaturato non solo dalle grandi catene della ristorazione, ma anche dal suk che dilaga a ogni angolo. I saltafila, dopo che il Consiglio di Stato ha sospeso l’ ordinanza dell’ ex prefetto Tronca per allontanarli dal centro, sono tornati ad assediare i turisti. Non si muove passo senza che spunti l’ immancabile promoter (saranno tutti autorizzati?) pronto a scandire il fatidico: Skip the line. E non c’ è buco – nel perimetro tra viale Angelico e via del Mascherino – che non sia occupato da negozi di paccottiglia, souvenir made in China e offerta gastronomica di bassa qualità. Satura di chioschi, camion bar e bancarelle anche piazza della Città Leonina. Sotto le finestre dei cardinali che, adesso, dovranno convivere con l’ odore di patatine fritte.
 

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