25 Maggio 2010

Aperta l’inchiesta sulla donna in coma dopo la mastoplastica additiva

Caserta. Ipotesi, acquisizioni di documenti e la richiesta della famiglia alla procura della nomina di un perito. Mentre le condizioni di Annabella Benincasa, 35 anni, di Cava de’ Tirreni, ricoverata nel reparto di rianimazione dell’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta sono immutate nella loro gravità, l’inchiesta fa passi avanti dopo l’iscrizione nel registro degli indagati di due medici (il chirurgo Sergio Brongo, l’anestesista Lucio Romandino) e di un loro assistente per lesioni colpose gravissime. Sullo sfondo tra le ipotesi in campo emergerebbe quella di un problema legato all’acquisizione, durante l’intervento, di alcuni parametri medici rilevati attraverso un sensore applicato a un dito. La rilevazione potrebbe essere stata falsata dalla presenza sull’unghia della donna (dove era stato posto il sensore) di materiale cosmetico (gel o acrilico usato per irrobustire le unghie) che avrebbe restituito una situazione di alcuni parametri diversa dalla reale. Questo potrebbe aver ritardato la comprensione di ciò che avveniva e cioè della complicanza durante l’intervento. Ma è solo una delle ipotesi senza alcuna conferma. Ieri mattina, intanto, un gruppo di carabinieri del Nas di Napoli ha ispezionato i locali della clinica Iatropolis a Caserta, dove la Benincasa è stata sottoposta all’intervento di mastoplastica additiva durante il quale vi è stato l’arresto cardiocircolatorio che ne ha determinato la situazione di coma. I militari, guidati dal tenente colonnello Ernesto Di Gregorio, hanno acquisito anche documentazione sulle autorizzazioni del centro e sui sistemi medicali presenti. Con ogni probabilità ritorneranno già oggi nella clinica per proseguire le verifiche sullo stato delle strutture e acquisire nuove informazioni. Parte del materiale il Nas lo ha già consegnato al pubblico ministero Gerardina Cozzolino della procura di Santa Maria Capua Vetere che indaga sul fatto. Inoltre, già oggi una relazione dei carabinieri è attesa dal presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del sistema sanitario nazionale, senatore Ignazio Marino (Pd), che domani la porterà all’esame dell’ufficio di presidenza per valutare l’esistenza dei presupporti di una inchiesta della stessa commissione. Al magistrato si è rivolto anche il legale della famiglia della donna, Michele Avallone, che ha incontrato il pm per chiedere la nomina di un consulente tecnico. «Mi sono recato nella struttura dove la signora Benincasa è stata operata – ha detto Avallone e mi è sembrata una struttura all’avanguardia». «La nostra speranza – ha concluso – è che Annabella si risvegli e ci dica, lei stessa, come sono andate le cose». Intanto le associazioni dei consumatori chiedono una stretta sui centri dove vengono praticati interventi di chirurgia estetica. Il Codacons chiede «un giro di vite» sull’abilitazione delle strutture autorizzate agli interventi estetici e nuove regole per il consenso informato dei pazienti. Per l’associazione è necessario partire dal cambio delle regole sul consenso informato, considerato che molte donne si sottopongono ad interventi estetici senza conoscere le possibili complicanze. In particolare i medici devono informare adeguatamente i pazienti di tutte le possibili conseguenze impreviste e spesso irreparabili.

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