3 Giugno 2006

È aperta la caccia Clienti occhio al tasso

Le finanziarie proliferano come funghi. Impazza la pubblicità sulla free press. Anche perché gli italiani hanno cominciato a indebitarsi. Ma le condizioni variano molto. Il sapore del cappuccino ancora in bocca. L`occhio mezzo chiuso dal sonno. La carrozza della metro strapiena di gente. Pochi minuti di viaggio, giusto il tempo di leggere le notizie del giornale gratuito, o magari limitarsi a guardare la pubblicità. Tutta, o quasi, dedicata a un unico prodotto: il prestito personale. Milioni di persone nelle metropoli italiane iniziano la giornata così, sorbendosi dosi massicce di réclame di società finanziarie alla caccia di nuovi clienti. Attività che sembra particolarmente proficua, almeno a dar retta ai numeri. Senza considerare i mutui immobiliari, gli italiani nel 2005 hanno chiesto in prestito 72 miliardi di euro (dati della Banca d`Italia). Nel 42,3% dei casi a erogare i soldi sono società finanziarie. Il credito al consumo, del resto, secondo l`osservatorio Assofin (l`Associazione che raccoglie i principali operatori del settore), ha registrato nei primi tre mesi del 2006 un valore delle operazioni finanziate di quasi 13 milioni di euro con una variazione di +17,5% rispetto allo stesso periodo del 2005. Anche per far fronte a questa richiesta l`apertura di nuove finanziarie e società specializzate in cessioni del quinto e prestiti personali non conosce sosta. Come dimostrano le rilevazioni dell`Ufficio italiano cambi, nei cui albi queste società si devono obbligatoriamente registrare. Per districarsi in questa giungla in continua espansione e capire a quali condizioni è possibile ottenere un prestito, Milano Finanza ha compiuto una ricerca sul campo, contattando un campione scelto proprio fra le società che si fanno pubblicità sui fogli della free press. A tutte è stato richiesto un prestito di 10 mila euro. E il profilo tipo sottoposto è stato quello di una donna di 35 anni, con un lavoro a tempo indeterminato da circa sei, casa di proprietà e stipendio mensile netto di 1.500 euro. Un profilo tutto sommato affidabile. Al telefono la risposta degli operatori è stata pronta e dettagliata. Appena formulata la richiesta di informazioni per un prestito è partita una raffica di domande: si hanno altri prestiti in corso, ci sono stati protesti in passato, la società presso cui si lavora è una srl o spa, da quanto tempo si è assunti e così via. Soltanto al termine del terzo grado è stato possibile parlare di soldi, ma praticamente in tutti i casi le informazioni elargite spontaneamente non sono andate oltre l`ammontare della rata mensile. Parlare di Tan (Tasso annuo nominale) e Taeg (Tasso annuo effettivo globale), per la gran parte degli operatori, doveva sembrare inopportuno.Il Taeg in special modo, riassumendo il costo totale del credito a carico del consumatore, è il dato più utile per operare dei confronti. Qualcuno alla fine ha ceduto, altri hanno rinviato i chiarimenti a un incontro di persona in agenzia `per valutare meglio la situazione`, chiedendo, nell`attesa, l`invio via fax di busta paga e Cud.Come si può vedere dalle tabelle, cinque società, anche a costo di perdere il potenziale cliente, non hanno voluto fornire alcun tipo di informazione senza il previo invio dei documenti. In ogni caso i tassi di interesse oscillano sensibilmente: per la stessa somma si può avere un Taeg che va dal 7,25 al 17%. Per molti operatori la spiegazione sta in una parola: concorrenza. Le società presenti sul mercato sono varie, l`offerta anche. Alla fine spetta al cliente scegliere quella migliore, possibilmente senza farsi fregare. Su questo punto il Codacons non ha dubbi: `In Italia è in continuo aumento il numero delle società che erogano finanziamenti. Esistono normative ben precise al riguardo. Pertanto possiamo dire che in linea di massima ci troviamo davanti a un settore ben regolamentato`. Naturalmente non è tutto idilliaco. `I consumatori che decidono di rivolgersi a una finanziaria devono avere chiaro che sul mercato esistono due realtà ben distinte: le società che erogano direttamente i finanziamenti e quelle che invece svolgono solo attività di intermediazione, facendosi pagare poi una provvigione sul finanziamento erogato`.Per legge le varie società finanziarie devono essere iscritte negli elenchi dell`Uic (Ufficio italiano cambi). Secondo i dati aggiornati a maggio 2006 risultano iscritti all`albo 54.763 mediatori creditizi, di cui 49.875 persone fisiche e 4.888 società. Rispetto a questi numeri le situazioni anomale sono contenute. Nello stesso periodo, infatti, le cancellazioni d`ufficio per mancanza dei requisiti formali sono state 63, mentre 36 sono state quelle per mancanza dei requisiti di onorabilità. Su 23 il giudizio è sospeso a causa di procedimenti giudiziari ancora in corso.Le richieste di iscrizione, comunque, continuano a mantenere un flusso di crescita costante, segno che il mercato offre ancora significativi margini di sviluppo, dicono all`Uic. Stante la sostanziale regolarità delle iscrizioni, i problemi spuntano in seguito. Quando si decide di prendere un finanziamento è importante, in primo luogo, verificare con attenzione i tassi applicati. Per controllare che siano legali, ogni tre mesi il ministero del tesoro pubblica una tabella con le rilevazioni dei tassi medi applicati nel periodo. Per esempio, fino al 30 giugno, nel caso della cessione del quinto, il tasso medio è di 11,16% che aumentato del 50% dà il tasso soglia, oltre il quale si parla di usura. Se il finanziamento proposto ha un tasso di interesse che supera la soglia non è più prestito ma strozzinaggio. Non solo. Dall`Uic tengono a precisare che per quanto riguarda i limiti anti-usura `a discrezione del giudice e a seconda del caso preso in esame possono essere considerati usurari anche i tassi che rientrano nella soglia stabilita dalla Banca d`Italia trimestralmente`. Questo perché i tassi vicini al limite costituiscono comunque un`elevata remunerazione del prestito. `Oltre ai tassi d`interesse è bene valutare l`importo e il numero delle rate da versare periodicamente`, proseguono dal Codacons, `una volta terminate le rate, infatti, il consumatore non è più tenuto a pagare nulla. Nel caso di incertezze è bene rivolgersi a un legale o a un`associazione di consumatori per un parere sulla congruità del costo del finanziamento`. Altro aspetto a cui fare attenzione è rappresentato dai costi di apertura e chiusura della pratica. Tutte le società interpellate da Milano Finanza sottolineano con enfasi che non prevedono spese di istruttoria. Dalle associazioni dei consumatori arriva però l`allerta. `Molte società pubblicizzano offerte allettanti. Ma per avere 10 mila euro in tempi brevissimi si sottoscrive magari un contratto capestro. Si paga subito una cifra e può capitare che in caso il finanziamento non vada a buon fine (può bastare a impedirlo un protesto vecchio di dieci anni) quella cifra non venga più restituita, con la motivazione che l`agenzia ha comunque lavorato`, racconta Elio Lannutti, presidente di Federconsumatori. Per non parlare poi di un problema a cui solitamente non si pensa: l`estinzione anticipata del prestito. `In questo caso il cliente rischia di rimetterci anche se formalmente non sono previste penali`, spiegano ancora dall`Uic. `Si pagano comunque gli interessi sulla cifra finanziata e non su quella effettivamente erogata che di solito è inferiore`. Ma il prestito è poi sempre indispensabile? `è una nuova cultura, sembra che gli italiani provino piacere a pagare interessi in più`, afferma sconsolato Lannutti, `oggi spesso ci si indebita per sport e non per effettiva necessità`.

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