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23 Giugno 2010

AOSTA Ma quanto costa il denaro in Valle d’ Aosta?

AOSTA Ma quanto costa il denaro in Valle d’ Aosta? Il presidente della Regione autonoma, Augusto Rollandin, ha posto il problema e risposto con fastidio: «Troppo». Secondo un’ indagine condotta dall’ economista Massimo Lévêque per conto della Camera di commercio, infatti, i tassi di interesse applicati dalle banche sui prestiti sono superiori di due punti percentuali rispetto a quelli registrati in una realtà come quella della Provincia autonoma di Bolzano, molto simile alla Valle d’ Aosta sia dal punto di vista del territorio, sia da quello dell’ economia. Ma la differenza si nota anche facendo il confronto con il Piemonte: non tanto sui prestiti a breve termine (per i quali, alla fine del 2009, il tasso medio in Valle era del 5,85% contro il 5,27), quanto in quelli a medio, con il 4 % ai piedi del Monte Bianco e il 2,69 piemontese. Rollandin ha puntato il dito contro il sistema del credito locale: «Due punti percentuali rappresentano una botta per l’ economia. Noi da una parte aiutiamo tutti i sistemi di credito agevolato, diamo una mano ai Confidi per abbattere i tassi. Ma se poi gli interessi di riferimento sono più alti, si capisce che i conti non tornano». Così lunedì pomeriggio il presidente valdostano ha convocato i rappresentanti del credito. Questi hanno tentato una difesa («i tassi sui presiti dipendono dai rating delle imprese locali, il cui livello è in Valle d’ Aosta mediamente inferiore alle altre realtà oggetto del confronto»), ma Rollandin ha risposto che «la Regione finanzia ampiamente i Confidi, che arrivano a fornire fino al 75% di garanzia, proprio nell’ obiettivo di accrescere la qualità del credito». A dare man forte a Rollandin l’ ex presidente di Confesercenti VdA, Flavio Martino, che attacca «l’ oligopolio dei Confidi». Ma sulla questione intervengono anche i consumatori. Il Codacons chiede «maggiore concorrenza e trasparenza» e suggerisce al presidente della Regione di «raccogliere i dati e aiutare quelle aziende che, avendo chiesto alle banche l’ apertura di linee di credito, si sono viste, negli anni, addebitare somme esorbitanti per commissioni di massimo scoperto». Ma il mirino di Rollandin resta puntato sulle banche, tanto da dare il via libera ad una commissione per analizzare i dati dei singoli istituti di credito in Valle d’ Aosta.
 

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