26 Maggio 2016

Anziano truffato da una donna Sparisce un prezioso orologio

Anziano truffato da una donna Sparisce un prezioso orologio
Raggiro in via Sant’ Anna. Un altro fallisce in zona ospedale

   

Sarà una coincidenza, ma a 48 ore dalla serata promossa, tra gli altri, da Sassuolo 2020 con Siulp e Codacons per discutere di furti e truffe, arrivano segnalazioni a confermare come il problema ci sia, e come in città, ultimamente, si aggirino soggetti che raggirano e derubano, seguendo schemi ormai consolidati. ‘Abbordano’ principalmente anziani, ma non solo, e si aggirano tanto in centro – soprattutto nei giorni di mercato – ma anche nel parcheggio dell’ ospedale, o cercano le loro vittime in altre zone, sempre a ridosso del centro. Succede così che la settimana scorsa, un sassolese sia stato abbordato nel parcheggio dell’ ospedale da un sedicente amico che, rimasto senza benzina, chiedeva «un po’ di soldi per fare il pieno, anche solo dieci o venti euro che poi ti rido quando ti rivedo». Cortese, distinto, non particolarmente insistente: il prototipo di quello che i vademecum delle forze dell’ ordine definiscono il truffatore2.0, non è riuscito a piazzare il colpo solo perché la ‘vittima’ era già stata ‘fregata’, con le stesse modalità, qualche tempo prima. Decisamente peggio è andata a un altro sassolese, che ci ha invece rimesso un orologio d’ oro. Fermato, in via Sant’ Anna, da una signora che le ha chiesto indicazioni, si è accorto solo dopo che la ‘signora’ era riuscito a sfilargli l’ orologio. Usando tecniche di borseggio che già hanno fatto altre vittime in città (fece scalpore, a febbraio, la vicenda dell’ ottantenne borseggiato in viale XX Settembre con la cosiddetta tecnica dell’ abbraccio) e delle quali capita di sentir raccontare con un po’ di rammarico e anche un pizzico di vergogna. La stessa che, spesso, spinge a non fare denuncia, soprattutto se il danno – ma non è il caso dell’ orologio d’ oro del malcapitato – si tratta di pochi euro. Tra le tecniche più comuni la tecnica dello specchietto nei confronti degli automobilisti, quelle dell’ abbraccio e della giacca sporca a danno dei passanti ma anche il fenomeno, in crescita, dei finti addetti Enel, Hera etc. «Di queste ultime vicende – fa sapere il Codacons – abbiamo segnalazioni su segnalazioni: negli ultimi 4 mesi siamo intervenuti su una ventina di soggetti che truffavano, convincendo la gente a firmare carte che poi si rivelavano contratti di acquisto, per importi variabili tra i 6 e i anche i 15mila euro». Stefano Fogliani.

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