11 Gennaio 2020

Anziano disabile picchiato senza pietà

grazie a telecamere e microspie chiusa una comunità alloggio della zisa, cinque indagati
«Zitto maledetto vecchio… Sei un maledetto vecchio… Non ti lavo più, resterai sporco. Ma perché stai su questa terra?». La pioggia di parole, dure come macigni e sferzanti come una pioggia di grandine lo colpivano mentre lui, disabile di 84 anni, si lamentava flebilmente per gli atroci dolori che aveva addosso. Quei lamenti, però, disturbavano le giornate degli operatori della comunità alloggio «Anni azzurri» alla Zisa. Un fastidio così insopportabile, da fare scattare offese, strattoni, a quel povero vecchio ridotto pure al pianto. E, una volta tolto di mezzo dallo spazio conviviale dove stavano molto più tranquilli gli altri 12 ospiti della struttura, lo attendevano le percosse e le sevizie consumate nel silenzio delle quattro mura della sua stanza. Ma qualcuno sentiva, si accorgeva, vedeva. Al calvario dell’ anziano hanno messo fine ieri gli agenti del commissariato Zisa, che hanno messo sotto indagine i quattro componenti del nucleo familiare (Brigida Camarda, Michele, Antonino ed Eduardo Riccobono) più una badante esterna (Rosa Briolotta) che gestivano la casa di riposo. Che non è stata chiusa, ma solo svuotata del suo discutibile management. Per tutti è scattato il divieto di dimora tra il capoluogo e i comuni di Belmonte Mezzagno, Fica razzi, Monreale, Misilmeri, Villabate e Bagheria, disposto dal Gip. Michele Riccobono lavora alla Regione. Era un «management» dai metodi decisamente bruschi. Dai titolari alle operatrici sanitarie, alla manesca badante che non lesinava schiaffi e maltrattamenti al povero anziano. La struttura è stata svuotata dei 13 degenti che ospitava e il vecchietto che non ha nessuno al mondo è che aveva per questo paura di dover andare via dalla comunità è stato affidato a una struttura sanitaria l’ ennesima storia di maltrattamenti su anziani a resa ancor più grave dalla disabilità del ricoverato. «Tutto è cominciato da una segnalazione anonima che era un appello veramente accorato -spiega Alberto Grammatico, funzionario del commissariato Zisa – Da qui abbiamo iniziato le nostre indagini che sono andate avanti per tre mesi non senza difficoltà. Di fatto, abbiamo registrato più di ottanta condotte illecite nei confronti di questo anziano che veniva giornalmente torturato con aggressioni verbali ma anche con percosse e maltrattamenti di vario tipo». La sua debolezza, dicono gli investigatori, era alimentata dalla paura di essere mandato via da quel posto, orribile ma unico tetto sulla testa che gli restava: il disabile non aveva più nessuno al mondo che potesse occuparsi di lui e quindi doveva subirsi i maltrattamenti senza fiatare. Lui no, altri però non hanno sopportato quelle terribili scene di violenza e odio. Così, qualcuno aveva alzato il telefono e aveva avvertito la polizia. Tra l’ altro nella struttura, come hanno scoperto più avanti Gli ispettori dell’ Asp, non c’ era un solo dipendente in regola: oltre al lavoro nero, nessuno era in possesso di attestazione professionale utile a svolgere quella attività. E la lista delle situazioni illegali veniva allungata dallo status di una operatrice, la badante. Nel caso specifico era beneficiaria del reddito di cittadinanza e anche per questo è stata indagata e gli è stata sequestrata la carta che viene accreditata per ottenere il beneficio statale. E il Codacons scende in campo a tutela delle vittime dei maltrattamenti presso la casa di riposo «Anni Azzurri»: «Se saranno confermate le accuse, più che una casa di riposo si tratterebbe di un lager -spiega il Codacons -Una situazione che aprirebbe le porte ai risarcimenti in favore non solo delle vittime di violenze e umiliazioni, ma anche delle loro famiglie. Per tale motivo ci costituiremo nell’ inchiesta della Procura e, se saranno accertati illeciti, chiamere mo i responsabili a rispondere dei danni provocati agli ospiti della struttura, e a risarcire i parenti degli anziani per il danno morale subito». Tutti gli interessati possono prendere già da ora contatto con il Coda cons (palermo@codaconsicilia.it) per costituirsi come parte offesa nel procedimento della magistratura, e avviare così l’ iter risarcitorio. Reazioni anche dalla politica: «Le violenze contro un anziano in una casa di cura – dichiara la deputata di Forza Italia Annagrazia Calabria -sono l’ ennesima pagina di quella cronaca orribile e inaccettabile che parla di soprusi contro i più deboli nelle strutture dove, invece, dovrebbero trovare conforto e assistenza. In questo caso, come in molti altri, è stato possibile risalire alla ricostruzione delle dinamiche grazie all’ utilizzo di supporti audio e video. Ciò rafforza l’ urgenza di approvare definitivamente la proposta di legge, passata alla Camera su testo a mia prima firma, che introduce sistemi di video sorveglianza in asili nido e strutture per anziani e disabili. Quella stessa proposta che la maggioranza, irresponsabilmente, ha voluto bloccare. Non è possibile tutela piena senza prevenzione».

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