28 Marzo 2020

Anziani nel mirino dei truffatori per finti controlli «Chiamate il 112»

i carabinieri: «volontari o sanitari non chiedono mai soldi» codacons: «occhio a finte email di banche e raccolte fondi»
Stefano TotaroI truffatori non si fermano. Ora che c’ è il coprifuoco, adottano tecniche più subdole, utilizzando l’ invisibilità del web e il raggiro tramite la telefonata, che bypassa campanelli e portoni. Per questo motivo i carabinieri rilanciano il loro appello a tutta la cittadinanza e, in particolare, alle persone anziane, queste ora più che mai così isolate e da sempre meno avvezze alle nuove tecnologie: bisogna sempre diffidare, non lasciarsi convincere ma chiamare il 112 e raccontare cosa stia succedendo. Saranno poi le divise a fare chiarezza, ad intervenire, a sventare o semplicemente a rasserenare in caso si trattasse di un falso allarme. Proprio in questi giorni sono giunte infatti ai carabinieri due distinte chiamate, da parte di anziani di un Comune della nostra provincia che erano state interpellate, via telefono, da persone che asserivano essere operatori sanitari. Questi avevano chiamato a nome dell’ Ausl per prendere appuntamenti, per effettuare visite a domicilio. Gli interpellati hanno riferito ai carabinieri di non aver ben capito cosa stessero proponendo dall’ altra parte della cornetta e che, per non finire nei guai e trovarsi magari con un truffatore alla porte, avevano chiesto aiuto. I carabinieri hanno fatto rapidi accertamenti e, fortunatamente, era tutto in regola. Si trattava davvero di servizi dell’ Ausl, per altro richiesti da situazioni sanitarie specifiche.I militari però mettono in guardia: nessuno viene a fare tamponi e fare controlli a pagamento, chi si spaccia per addetto Ausl e poi chiede soldi per fare un controllo o un tampone è un truffatore e bisogna chiamare il 112. Lo stesso dicasi per i servizi di assistenza (consegna di spesa o farmaci) tramite associazioni di volontariato, magari sotto l’ egida di amministrazioni comunali: tutto viene fatto gratuitamente e se qualcuno chiede denaro allora è un ladro truffatore. A tal proposito, proprio per evitare che qualche malintenzionato si spacciasse per qualcuno dello staff di queste lodevoli iniziative, alcuni gruppi di controllo del vicinato, accordandosi con chi organizzava il servizio, hanno creato un sistema di difesa, magari antico ma efficace: una parola d’ ordine.Il capitano Francesca Romana Fiorentini, comandante del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Modena, ricorda a tutti i cittadini «di prestare attenzione in questo periodo, perché è possibile che realmente i servizi sanitari, assistenziali o di volontariato, contattino per dare assistenza o anche per stare vicini alle persone e anziane e più deboli, sondando eventuali bisogni, come effettuato ultimamente da alcuni servizi attivati da alcuni Comuni della provincia. Tuttavia è bene diffidare di comunicazioni, nel corso delle quali venga chiesto del denaro per ricevere oggetti o prestazioni sanitarie a domicilio, segnalando i casi ritenuti sospetti al 112». I truffatori, come accennato, ci provano anche via web. Fabio Galli, presidente Codacons: «Ora che tutti sono al pc, ci provano sempre di più con le email. Imitano i loghi di banche, le intestazioni. Dicono che il conto o la carta hanno problemi, di seguire le procedure e poi si finisce per dare loro il pin e gli altri numeri. E attenzione alle donazioni: via web arrivano numeri di conti, di cellulari, richieste da associazioni mai sentite. Mai fidarsi di “sconosciuti” e usare i canali e i contatti tradizionali». — © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox