Anziani maltrattati, il pm chiede tre assoluzioni
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fonte:
- La Provincia Pavese
Maria Fiore / MONTEBELLO Per questa vicenda giudiziaria il direttore della struttura e un operatore socio sanitario avevano patteggiato tre anni di reclusione ciascuno. Ma il secondo filone processuale sui presunti maltrattamenti alla casa di riposo “Monsignor Rastelli” di Montebello della Battaglia sta prendendo una piega molto diversa. Ieri pomeriggio, al termine della sua requisitoria, il pubblico ministero Camilla Repetto ha infatti chiesto l’assoluzione per i tre imputati che avevano scelto di difendersi in un processo pubblico. Assoluzione chiesta, quindi, per il medico Rinaldo Marangoni, 72 anni (difeso dall’avvocato Luca Angeleri), per l’educatrice Raffaella Spairani, 47 anni (avvocati Paolo Larceri e Carmelinda Abela)e per la psichiatra Rosamaria Sensale, 47 anni (avvocati Cristina Pozzi e Giordano Antonelli). Il giudice Raffaella Filoni si è presa una settimana di tempo per la sentenza. Il pm, infatti, ha chiesto l’assoluzione «perché il fatto non costituisce reato», ma l’avvocato Angeleri ha reclamato un’assoluzione con formula diversa e quindi «per non avere commesso il fatto». La sentenza è stata così rinviata al primo di luglio.I FILMATI DEGLI ORRORI L’inchiesta era nata dalla denuncia di due infermiere, che si erano poi licenziate, le quali avevano girato anche alcuni video di ciò che, dal loro punto di vista, accadeva all’interno della struttura per anziani e disabili a Montebello. I filmati avevano portato agli arresti domiciliari del direttore della struttura, Giovanni Gastaldo, e dell’assistente socio sanitario Davide Montagna. Il primo filone, a loro carico, si è chiuso con un patteggiamento a tre anni e 4 mesi per Gastaldo, e a tre anni per Montagna, che era stato però assolto dall’accusa di lesioni in un altro filone della stessa inchiesta. Ma nell’indagine erano rimasti coinvolti anche i medici della struttura. Per loro il verdetto deve ancora arrivare, ma intanto l’accusa ha chiesto l’assoluzione. LE IPOTESI INIZIALI DELLA PROCURA Secondo quanto aveva ricostruito la procura, anche l’educatrice Spairani aveva avuto un ruolo nei presunti maltrattamenti. In particolare il magistrato le aveva contestato di avere istigato un paziente, disabile psichico, a morderne un altro per poterlo allontanare dalla sala comune. Marangoni, invece, era finito a processo con l’accusa di omissione di referto: secondo la procura non aveva denunciato le lesioni subìte dai pazienti. Alla psichiatra Sensale era stato invece contestato il falso ideologico in certificati per avere attestato la presenza al lavoro in un giorno in cui, invece, era assente. In questo processo si sono costituite parti civili l’Ats di Pavia e il Codacons della Lombardia. La richiesta di assoluzione del magistrato Repetto mette in discussione l’impianto che aveva portato a questo secondo filone. Ora si attende anche il verdetto.
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