25 Giugno 2021

Anziani maltrattati, il pm chiede tre assoluzioni

Maria  Fiore  / MONTEBELLO  Per  questa  vicenda  giudiziaria  il  direttore  della  struttura  un  operatore  socio  sanitario  avevano  patteggiato  tre  anni  di  reclusione  ciascuno.  Ma  il  secondo  filone  processuale  sui  presunti  maltrattamenti  alla  casa  di  riposo  “Monsignor  Rastelli”  di  Montebello  della  Battaglia  sta  prendendo  una  piega  molto  diversa.  Ieri  pomeriggio,  al  termine  della  sua  requisitoria,  il  pubblico  ministero  Camilla  Repetto  ha  infatti  chiesto  l’assoluzione  per  tre  imputati  che  avevano  scelto  di  difendersi  in  un  processo  pubblico.  Assoluzione  chiesta,  quindi,  per  il  medico  Rinaldo  Marangoni,  72  anni  (difeso  dall’avvocato  Luca  Angeleri),  per  l’educatrice  Raffaella  Spairani,  47  anni  (avvocati  Paolo  Larceri  Carmelinda  Abela)e  per  la  psichiatra  Rosamaria  Sensale,  47  anni  (avvocati  Cristina  Pozzi  Giordano  Antonelli).  Il  giudice  Raffaella  Filoni  si  è  presa  una  settimana  di  tempo  per  la  sentenza.  Il  pm,  infatti,  ha  chiesto  l’assoluzione  «perché  il  fatto  non  costituisce  reato»,  ma  l’avvocato  Angeleri  ha  reclamato  un’assoluzione  con  formula  diversa  quindi  «per  non  avere  commesso  il  fatto».  La  sentenza  è  stata  così  rinviata  al  primo  di  luglio.I  FILMATI  DEGLI  ORRORI  L’inchiesta  era  nata  dalla  denuncia  di  due  infermiere,  che  si  erano  poi  licenziate,  le  quali  avevano  girato  anche  alcuni  video  di  ciò  che,  dal  loro  punto  di  vista,  accadeva  all’interno  della  struttura  per  anziani  disabili  Montebello.  filmati  avevano  portato  agli  arresti  domiciliari  del  direttore  della  struttura,  Giovanni  Gastaldo,  dell’assistente  socio  sanitario  Davide  Montagna.  Il  primo  filone,  loro  carico,  si  è  chiuso  con  un  patteggiamento  tre  anni  mesi  per  Gastaldo,  tre  anni  per  Montagna,  che  era  stato  però  assolto  dall’accusa  di  lesioni  in  un  altro  filone  della  stessa  inchiesta.  Ma  nell’indagine  erano  rimasti  coinvolti  anche  medici  della  struttura.  Per  loro  il  verdetto  deve  ancora  arrivare,  ma  intanto  l’accusa  ha  chiesto  l’assoluzione.  LE  IPOTESI  INIZIALI  DELLA  PROCURA  Secondo  quanto  aveva  ricostruito  la  procura,  anche  l’educatrice  Spairani  aveva  avuto  un  ruolo  nei  presunti  maltrattamenti.  In  particolare  il  magistrato  le  aveva  contestato  di  avere  istigato  un  paziente,  disabile  psichico,  morderne  un  altro  per  poterlo  allontanare  dalla  sala  comune.  Marangoni,  invece,  era  finito  processo  con  l’accusa  di  omissione  di  referto:  secondo  la  procura  non  aveva  denunciato  le  lesioni  subìte  dai  pazienti.  Alla  psichiatra  Sensale  era  stato  invece  contestato  il  falso  ideologico  in  certificati  per  avere  attestato  la  presenza  al  lavoro  in  un  giorno  in  cui,  invece,  era  assente.  In  questo  processo  si  sono  costituite  parti  civili  l’Ats  di  Pavia  il  Codacons  della  Lombardia.  La  richiesta  di  assoluzione  del  magistrato  Repetto  mette  in  discussione  l’impianto  che  aveva  portato  questo  secondo  filone.  Ora  si  attende  anche  il  verdetto. 

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