9 Maggio 2020

Anziani deceduti nelle case di riposo: anche a Bolzano aperta un’inchiesta

BOLZANO La Procura di Bolzano ha aperto un fascicolo «relativo a fatti non costituenti reato per acquisire elementi conoscitivi relativi a eventuali decessi nelle residenze per anziani». Sulla scia di quanto già avvenuto a tappeto nel resto d’ Italia, Trentino compreso, anche in Alto Adige è stata aperta un’ indagine sui numerosi decessi che si sono registrati nelle residenze per anziani dall’ inizio dell’ emergenza sanitaria. Sulle 289 vittime complessive del coronavirus in provincia, 117 erano ospiti delle case di riposo della provincia. Più di due su cinque. Per il momento, appunto, si tratta solo di acquisizione di documenti: nessun indagato o ipotesi di reato. L’ intento del procuratore Giancarlo Bramante è quindi quello di verificare se ci siano state eventuali irregolarità nella gestione dell’ epidemia all’ interno delle strutture. Strutture i cui ospiti hanno pagato il prezzo più alto di un’ epidemia che miete vittime soprattutto fra i più anziani. In tutta la provincia di Bolzano si contano almeno 4.300 persone che vivono in 77 residenze, all’ interno delle quali si sono contati 117 decessi dall’ inizio dell’ emergenza sanitaria (2 in più solo nell’ ultimo giorno). Ma il dato, fornito dal bollettino quotidiano dell’ Azienda sanitaria, rischia di essere sottostimato, dato che non tiene conto degli anziani spirati dopo il ricovero negli ospedali. Sono stati centinaia i contagi anche fra gli operatori che lavorano all’ interno delle case di riposo. Una situazione drammatica che nelle scorse settimane aveva spinto le associazioni che ruotano attorno alle residenze per anziani a sottoscrivere una lettera aperta nella quale denunciavano il ritardo con cui l’ Asl le aveva dotate di dispositivi di protezione adeguati, arrivati solo «quando ormai il virus si era già diffuso». Il dramma era iniziato nelle strutture della val Gardena, prima «zona rossa» dell’ Alto Adige. Poi, a catena, aveva colpito quasi tutte le altre, da Brunico, a Terlano, a Lana, a Laives, a Funes, a Salorno. Le meno colpite sono state quelle del capoluogo, gestite dall’ Azienda servizi sociali. A Trento le indagini da parte della Procura erano partite a fine aprile da due esposti del Codacons e da un terzo presentato dai familiari di un anziano deceduto nella casa di riposo Fondazione Montel di Pergine Valsugana. Prima l’ acquisizione di numerosi documenti da parte dei Nas. Poi la svolta, con il fascicolo modificato con l’ ipotesi di reato per epidemia colposa. Al momento, però, l’ inchiesta resta a carico di ignoti. «Sono stati rilevati elementi di criticità in alcune strutture – ha spiegato il procuratore Sandro Raimondi-. Faremo approfondimenti in merito alla mortalità elevata che si è registrata in alcune rsa». I decessi all’ interno delle residenze sanitarie assistenziali, al 28 aprile scorso, sono 296. «Ma la metà circa – si precisa – non sono stati causati dalla pandemia». Quello dei decessi da Covid e con Covid è un tema caldo che modifica la curva della mortalità. Dall’ inizio della pandemia, sono 667 i decessi registrati, 216 dei quali riconducibili al Covid-19 (accertati con il tampone).
chiara currò dossi

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