12 Febbraio 2015

Antonacci evoca il fantasma di Pino

Antonacci evoca il fantasma di Pino

SANREMO – Tonificato dagli ascolti record di prima serata, ieri Carlo Conti ha preso quota e si è sciolto rispetto allo stoccafisso di prima serata, arrivando perfino a baciare (sulle guance) la bellissima attrice Charlize Theron, dopo una breve intervista molto educata e molto politically correct. Charlize ha detto che l’ Italia è la sua terza patria, dopo il Sudafrica e gli States, tra le sue tre canzoni della vita ha messo un Ramazzotti, ha detto che ci ama («I love the food, the people, the energy») e ama il nostro modo di vivere. E, sull’ educazione del figlio, ha spiazzato la Montessori consigliando «lots of love». Alla fine, Conti ha detto che la fidanzata di Sean Penn gli ricorda la grande Virna Lisi (e daje con le dediche post mortem). Tra i cantanti, Nina Zilli si salva col blues, Irene Grandi con una malinconica «Il vento» (a un «tu» femminile), Marco Masini è tristanzuolo come te l’ aspetti, Tatangelo fa la romanticona, Raf raschia le corde vocali con risultati poco apprezzabili. Gli applausi maggiori li incassano i tre giovanotti lirici – due tenori e un baritono – de Il Volo, vestiti con incongrui giubbotti di pelle ma dotati di ugole potenti e intonate che fanno rimbombare l’ Ariston ed entusiasmano il pubblico: candidati alla vittoria. Tra le nuove proposte, Enrico Nigiotti fa fuori all’ orrido televoto la bella Chanty, nonostante il tifo del nostro Biancardi. E nonostante il nonno Giorgio a dirigere l’ orchestra, Gabriele Rosciglione, rapper 17enne in arte Kaligola, viene battuto dai KuTso. La commozione di serata (oltre a un micro -ricordo di Mango affidato ad Arisa) è delegata a Biagio Antonacci, che rievoca Pino Daniele. Arrivato come superospite (nonché amico del presentatore quando egli era un disc jokey riccioluto), Antonacci ha chiuso il suo passaggio tivù con una sofferta versione, artisticamente .non disprezzabile di «Quando», il capolavoro scritto per la colonna sonora di «Pensavo fosse amore invece era un calesse» di Massimo Troisi. Antonacci, che è amico di lunga data di Carlo Conti, ha cantato un medley con «Se io se lei», «Dolore e forza», «Pazzo di lei» e «Sognami», vestito in smoking con camicia a quadri e senza calze, e si è augurato che «si possa sempre sentire parlare di speranza». Ombre, acrobazie, contrasti di luce: il brivido estetico è stato fornito dai Pilobolus Dance Theatre. Nato nel 1971, negli anni della contestazione giovanile, il gruppo dei Pilobolus – nome preso a prestito, non a caso, da un minuscolo fungo allucinogeno – è stato fondato da Jonathan Wolken e Moses Pendleton che qualche Biagio Antonacci, dolente, e Charlize Theron, splendente: protagonisti della seconda serata all’ Ariston di Sanremo anno più tardi avrebbe dato vita ai Momix. Ma la polemica resta calda sul comico di martedì. Al festival di Sanremo «un colpo di tosse diventa broncopolmonite»: prova a smorzare la polemica Alessandro Siani, scivolato ieri su una gaffe su un bambino sovrappeso seduto in prima fila («Ce la fai a entrare nella poltrona?»). Ma il vespaio montato subito sul web diventa un caso politico: Renato Brunetta bolla l’ attore come «razzista», Adriana Poli Bortone scrive alla commissione di Vigilanza Rai, il Codacons chiede sanzioni, l’ Osservatorio sui diritti dei minori arriva a invocare le dimissioni dei vertici aziendali. Frena il dg Luigi Gubitosi: «Non credo che Siani volesse offendere nessuno. Si impari ad apprezzare la satira». La comicità ieri è stata affidata ad un frizzante Angelo Pintus, che in buon francese omaggia Charlie Hebdo. Tutta d’ oro vestita, Rocio Munoz Morales ha confidato: «Quando ho visto Al Bano e Romina, ho pensato a una favola, in cui il principe arriva con il cavallo bianco. E come si dice dalle mie parti: vissero felici e mangiarono pernici». Arisa ha aggiunto: secondo me lui la ama ancora. Ecco. Red. Sp.

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