11 Febbraio 2006

Antitrust: titolari di farmacie anche se non si è farmacisti

L`ipotesi al Parlamento. Ma camice bianco per chi distribuisce medicine

Antitrust: titolari di farmacie anche se non si è farmacisti

ROMA – Farmacie nel mirino tra polemiche e generosità diffusa. Tra raccolte di medicinali per i bisognosi e rivoluzionarie proposte dell`Antitrust che rendono sempre più probabile un futuro dove i farmaci verranno venduti in vendita sui banchi dei supermercati e in negozi multigenere, con commercianti e dottori a contendersi il mercato a colpi di sconti, con grande gioia dei clienti. Se infatti oggi è la giornata nazionale del banco farmaceutico, in cui si possono acquistare nelle farmacie prodotti da regalare alle oltre 250mila persone in difficoltà assistite in Italia da 800 enti – e sempre di più appartengono al ceto medio, pensionati, impiegati, precari che non arrivano a fine mese – forti venti di polemica e novità soffiano su questi esercizi dopo che già si era parlato di vendere medicine da banco nei supermercati. L`Antitrust ieri ha infatti avanzato l`ipotesi al Parlamento che il titolare della farmacia possa non essere un farmacista, mentre dovrà continuare ad esserlo la persona incaricata di distribuire i medicinali ai clienti. L`Antitrust chiede inoltre l`integrazione tra commercio all`ingrosso e al dettaglio e la possibilità di creare società composte da catene di farmacisti. Il tutto con l`obiettivo dichiarato di ampliare il numero delle figure presenti sul mercato e diminuire quindi i prezzi dei prodotti “senza mettere a rischio la salute dei cittadini“. “L`integrazione fra l`attività all`ingrosso e al dettaglio dei farmaci – afferma poi l`Antitrust in una lettera inviata anche al governo – può infatti consentire economie nei costi della distribuzione e, in conseguenza di una maggiore concorrenza nel mercato della vendita al dettaglio, una riduzione del prezzo al pubblico“. Proposte interessanti ma che difficilmente verranno prese in considerazione ora visti i tempi di scioglimento delle Camere, e che hanno provocato reazioni opposte. Commenti favorevoli dalle associazioni dei consumatori, con il Codacons che punta a vedere i medicinali sui banchi dei supermercati e aspetta in questo senso una sentenza del Tar Lazio. Contestazioni invece dalla Federfarma, la federazione titolari farmacie, il cui presidente ha ricordato che una richiesta relativa alla titolarità era stata avanzata in precedenza dalla Commissione Europea e quindi “al momento il governo deve rispondere alla Commissione Europea“. Al di là di polemiche e proposte una cosa è certa: non è vero che siamo un popolo incapace di vedere il bisogno altrui nascosto troppo spesso dal desiderio di mantenere una propria dignità. Quella di oggi è la sesta giornata della raccolta del farmaco e i dati raccontano di un paese che ogni anno risponde sempre più generosamente ai bisogni altrui, dice il direttore del Banco Marcello Perego. Se nel 2001 i farmaci raccolti erano stati 15mila per un valore di 70mila euro, nel 2004 medicinali per un valore di 790mila euro venivano consegnati a 230mila bisognosi. L`anno scorso il record: duecentomila farmaci raccolti in 24 ore nelle 2150 farmacie che aderiscono all`iniziativa per un miliardo e duecentomila euro. “Aumentano le offerte, ma aumentano i bisogni. Chi chiede aiuto, con molto pudore, sono i pensionati, impiegati che non ce la fanno a tirare avanti, gente che separandosi oltre al dolore ha visto crollare il suo standard di vita, oltre a quelle migliaia di precari la cui esistenza e un continuo e faticoso equilibrio per non finire in miseria. Non dimentichiamocisi infatti che secondo l`Istat vivono in povertà sette milioni di italiani“.

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