29 Dicembre 2012

Antitrust: «Stop oligopolio per far calare i prezzi» I gestori: «Lo sapevamo»

Antitrust: «Stop oligopolio per far calare i prezzi» I gestori: «Lo sapevamo»

Giancarlo Cologgi Roma. Benzina meno cara dove è possibile lasciare libero spazio alla concorrenza. Bastano poco più di 2000 pompe bianche e 82 punti vendita della grande distribuzione organizzata per portare risparmi fino a 13 centesimi per litro di benzina. Nulla di sorprendente ribattono alcune associazioni di categoria, ma se c’ è stato bisogno di un’ indagine dell’ Antitrust per metterlo nero su bianco e soprattutto per chiedere che venga rafforzato l’ orientamento ad una liberalizzazione della rete, qualche ostacolo ancora rimane. Del resto, pur non avendo verificato vere e proprie forme di cartello, il Garante per il mercato parla esplicitamente di assetto oligopolistico. Ancora ad inizio 2011, segnala il Garante per il mercato, esisteva un panorama di interazione tra gli operatori integrati nel quale i soggetti più efficienti (Eni ed Esso su tutti) non spingevano la competizione fino a livelli che li avrebbero differenziati davvero dai concorrenti e avrebbero minacciato di far uscire questi ultimi dal mercato. Le sette società petrolifere attive a livello nazionale nella distribuzione di carburanti in rete sembravano ancora nel 2011, secondo l’ Antitrust, presentarsi sul mercato come soggetti nella sostanza allineati su comportamenti non troppo differenziati: «Uno scenario dalla chiara connotazione collusiva, che potrebbe teoricamente costituire l’ esito di un coordinamento tra gli operatori verticalmente integrati. Di tale eventuale coordinamento, tuttavia, nel corso dell’ indagine non sono state acquisite evidenze». Le nuove spinte concorrenziali non hanno inoltre lo stesso effetto sui prezzi a livello territoriale: analizzando per macrozone (Nord-est, Nord-ovest, Centro, Sud), a prescindere dalla tipologia di operatore, il Sud ha sempre prezzi più elevati, il Nord-est ed il Nord-ovest hanno i prezzi più bassi, il Centro ha una posizione intermedia. I prezzi degli impianti della Grande distribuzione organizzata sono risultati poi più aggressivi (e difficili da replicare) – spiega l’ indagine Agcm – quando i punti vendita espongono soltanto il marchio dell’ operatore della grande distribuzione. I dati diffusi ieri vengono bocciati da Faib-Confesercenti («non sono certo una novità» e «nello stato attuale, solo pompe bianche e Grande distribuzione organizzata possono approvvigionarsi sul libero mercato e vendere carburanti “scontati”») e da Staffetta Petrolifera. Secondo l’ organo di informazione di settore si tratta di una indagine «inutile»: «Sarebbe irriverente – scrive – negare lo sforzo lodevole fatto dall’ Antitrust per portare a casa l’ indagine conoscitiva avviata nel marzo 2011 sotto la presidenza di Antonio Catricalà e conclusa ventuno mesi dopo sotto la presidenza di Giovanni Pitruzzella, ma non è parimenti irriverente confessare la delusione profonda che emerge dalla lettura del comunicato in cui sono sintetizzate e commentate, ad uso della stampa, le principali conclusioni dell’ indagine». Decisamente di tono diverso i commenti delle associazioni dei consumatori. Per il Codacons con pompe bianche e Grande distribuzione organizzata si possono risparmiare 156 euro su base annua mentre Federconsumatori e Adusbef ricordano che «da tempo immemore, chiediamo misure tese a favorire l’ ampliamento del numero di tali impianti, ancora troppo poco diffusi sul territorio nazionale: appena il 5% circa dell’ intera rete di distribuzione. Percentuale che, per incidere maggiormente sulle tasche degli automobilisti, dovrebbe crescere almeno al 15%». Mentre la Coldiretti rileva che i prezzi dei prodotti energetici non regolamentati, come la benzina e il gasolio, sono quelli che hanno fatto segnare il maggior aumento nel 2012, con un’ inflazione acquisita del 14,3%. 29/12/2012.
 

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