13 Settembre 2016

Antitrust multa Pop Vicenza

Antitrust multa Pop Vicenza

L’ Antitrust multa per 4,5 milioni la Popolare di Vicenza per pratiche commerciali scorrette. L’ istituto è accusato di aver costretto i consumatori a diventare soci per ottenere un mutuo agevolato, così da finanziare le operazioni di aumento di capitale nel 2013 e nel 2014. In sintesi, la banca avrebbe concesso il prestito (a tassi agevolati) solo a chi comprava azioni o obbligazioni convertibili (le stesse trasformate in azioni in massa nella primavera del 2015 per far passare alla BpVi l’ esame Bce). Una pratica “popolare” che veniva attuata spesso. Secondo l’ Authority, che nel marzo scorso aveva eseguito una serie di ispezioni nelle sedi della banca (l’ inchiesta è parallela a quella della procura di Vicenza per aggiotaggio e ostacolo alla Vigilanza), la Bpvi ha messo in atto una pratica commerciale scorretta, finalizzata a garantire il «successo» delle ricapitalizzazioni varate tra il 2013 e il 2015 per centinaia di milioni. Per ottenere i cosiddetti “mutui soci”, i clienti sono stati costretti ad acquistare pacchetti minimi di 100 azioni (del valore di 6.250 euro) e a non vendere i titoli per tutta la durata del finanziamento, pena la perdita delle agevolazioni (oggi la vendita è bloccata per tutti). Contestata anche la pratica – vietata dal Codice del consumo – di obbligare i clienti ad aprire un conto collegato al mutuo. Il comportamento della Bpvi, spiega l’ Antitrust, «ha limitato considerevolmente la libertà di scelta dei consumatori» spingendoli a sottoscrivere titoli non quotati, e dunque poco liquidi, il cui valore è stato poi azzerato (i titoli sono passati da 62,5 euro a 10 centesimi) dalle perdite miliardarie accumulate sotto la gestione dell’ ex presidente Gianni Zonin. Per il presidente del Codacons Veneto Franco Conte i clienti “venivano sollecitati direttamente ad acquistare azioni attuando procedure scorrette per ottenerne il consenso”. L’ indebito condizionamento è qualificabile come comportamento idoneo a fare assumere una decisione commerciale che il consumatore non avrebbe altrimenti preso. E ciò a prescindere dal tipo di informazione resa sulle caratteristiche e sul grado di rischiosità del titolo abbinato. «Noi abbiamo già fatto quasi 700 reclami su casi di questo tipo – spiega Conte – ma i soggetti colpiti potrebbero essere decine di migliaia, almeno i due terzi di chi ha sottoscritto azioni o bond nel biennio 2013-2014. Questa multa servirà come argomento oggettivo per ottenere risarcimenti». La banca avrebbe nei fatti condizionato l’ erogazione anche di prestiti personali. BpVi ha chiuso a giugno con quasi 800 milioni di perdite è oggi controllata al 98% dal fondo Atlante ma ha ancora circa 120mila azionisti. Quella dei soci danneggiati dall’ acquisto di azioni – quasi settemila i contenziosi in essere, senza considerare le cause relative al capitale finanziato, circa 1,2 miliardi – non è l’ unica tegola per la Vicenza. La banca potrebbe essere costretta ad un nuovo aumento di capitale dopo quello attuato in maggio per 1,5 miliardi da 500-600 milioni di euro se dovesse procedere, come da programmi, a ripulire il bilancio da 4,6 miliardi di sofferenze lorde, coperte al 61,4% da accantonamenti. «È un’ ipotesi, dipende se vengono venduti gli Npl e a che prezzo. Al momento non ci sono ancora cifre precise» riferiscono fonti della banca mentre il management è al lavoro sull’ aggiornamento del piano industriale, atteso a metà ottobre. © riproduzione riservata.

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