13 agosto 2018

Antitrust, class action al via

Dal febbraio dello scorso anno, con il dlgs 3/2017, l’ Italia ha formalmente recepito le norme contenute nella direttiva Ue 2014/104, la cosiddetta Direttiva danni, che permettono ai consumatori danneggiati da illeciti antitrust, e sanzionati dall’ Agcm, di adire il giudice civile per ottenere il risarcimento del danno. In Italia sono solo tre le sezioni specializzate che si occupano di queste controversie: Milano, Roma e Napoli. Ma, per il momento, il numero delle cause che sono arrivate sui tavoli dei tre tribunali non è ancora elevato. E non che non ci siano i primi filoni di lite, soprattutto sul fronte tecnologico. Per esempio, la recente sanzione per 4,3 miliardi di euro inflitta a Google per «restrizioni illegali ai produttori di apparecchi android e operatori di telefonia mobile per consolidare una posizione dominante nel campo della ricerca web» potrebbe aprire un filone di contenzioso per danni da parte dei consumatori. Così come una class action è stata recentemente avviata nei confronti di Facebook, in seguito alla vicenda Cambridge Analytica, dalle associazioni di consumatori guidate dal Codacons per far ottenere ai cittadini il risarcimento del danno per illecito utilizzo dei propri dati personali. Vicende tecnicamente complesse, che, a detta di buona parte degli avvocati che Affari Legali ha sentito questa settimana, rischiano di incagliarsi, in sede giudiziale, nella quantificazione del danno da risarcire. Danno che, se computato in maniera elevata, potrebbe portare a situazioni estreme, come quella di mettere in discussione la sopravvivenza stessa dell’ impresa chiamata in causa.

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