15 Ottobre 2010

Antitrust, Catricalà: Mancate liberalizzazioni costano l’1,5% di Pil

Codacons e Movimento consumatori: Bene Authotity, ora accelerare su legge concorrenza

 Roma, 15 ott (Il Velino) – Le mancate liberalizzazioni, soprattutto a livello locale, hanno un costo enorme per il Paese in termini di mancata crescita. Un costo quantificabile in “un punto e mezzo di Pil”, pari a circa “18 miliardi di euro l’anno”. Parola del presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, che oggi è intervenuto a un convegno alla Camera. E “le zavorre”, ha spiegato, “non sono rappresentate solo dalle mancate liberalizzazioni in sede nazionale – dove si è fatto abbastanza in un paese in cui vent’anni fa tutto era monopolio statale. I vincoli sono soprattutto locali” dove le “tante forme di protezionismo locale, localistico o di categoria” impediscono “il volo di questa mongolfiera”. Per Catricalà bisogna quindi procedere “con urgenza” sulla nuova legge per la concorrenza, tanto più che le liberalizzazioni “portano vantaggi a tutti i consumatori e creano un circolo virtuoso per l’economia” ma per qualsiasi governo è meglio attuarle “all’inizio di una legislatura” di modo che l’esecutivo possa avere dinanzi a sé “una lunga fase per recuperare il dissenso che possono causare”. Più difficile farle invece “in una fase di transizione – ha chiosato il presidente dell’Antitrust – poiché significa scardinare equilibri costituiti”. E sui dati diffusi da Catricalà è intervenuto anche il Codacons. Secondo cui le carenze sotto il profilo della concorrenza e delle liberalizzazioni esistenti nello Stivale “producono una maggiore spesa su base annua pari a 300 euro a cittadino”.
A livello territoriale, ha sottolineato il presidente dell’associazione Carlo Rienzi, “i più penalizzati sono i cittadini del sud che, a causa della scarsa concorrenza in alcune zone del Mezzogiorno, accumulano un danno che arriva fino a 500 euro all’anno. I margini per una discesa di prezzi e tariffe nel nostro paese esistono, ma è indispensabile rafforzare i poteri dell’Antitrust, e consentire all’Autorità di elevare sanzioni più pesanti. Se le multe fossero infatti più sostanziose, vi sarebbe un potente effetto deterrente e si potrebbe mettere un efficace freno ai fenomeni anticoncorrenziali. In tal senso il Governo – ha concluso Rienzi – deve intervenire modificando la legislazione vigente in materia di Antitrust”. Piena approvazione alle parole di Catricalà, soprattutto sulla necessità di un’accelerazione riguardo la legge sulla concorrenza, è arrivata anche dal Movimento consumatori. “Il cammino delle liberalizzazioni è interrotto da più di due anni – ha affermato Lorenzo Miozzi, presidente del Mc – urgono, quindi, interventi strutturali per uscire dalla crisi, che non siano di piccola portata come quelli finora attuati dal Governo. Si deve procedere immediatamente nei settori nevralgici per il Paese: trasporti, finanza, energia, poste e in particolar modo sui servizi pubblici locali, settore fermo da tempo a causa delle divisioni presenti all’interno del Governo”.
 

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