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17 Aprile 2019

Antitrust, boom di multe In un anno 900 milioni Ora indagine su Amazon

la società nel mirino per abuso di posizione dominante
Nel giorno in cui l’ Autorità garante della Concorrenza e del Mercato decide di avviare un’ istruttoria sul possibile abuso di posizione dominante di Amazon per obbligare i venditori terzi ad appoggiarsi sui suoi servizi di logistica, uno studio mette in luce che nel 2018 l’ Autorità ha deliberato sanzioni per 885 milioni di euro. E l’ Adnkronos, che ha calcolato il peso economico dell’ attività dell’ Antitrust, mette in evidenza l’ aumemto delle multe – valgono 65 milioni – riferite alla tutela dei consumatori, in particolare contro le «pratiche commerciali scorrette nel settore delle vendite legate a presunti investimenti redditizi che invece tali non sono». Il faro acceso dall’ Antitrust nei confronti di Amazon è legato all’ attività di tutela della concorrenza. La multinazionale guidata da Jeff Bezos non commenta la decisione dell’ organo di vigilanza ma spiega: «Stiamo offrendo la massima collaborazione». L’ approvazione della delibera A528 è avvenuta il 10 aprile e ieri mattina un gruppo di funzionari dell’ Autorità hanno svolto ispezioni nelle sedi di cinque società del gruppo – Amazon Services Europe, Amazon Europe Core, Amazon EU, Amazon Italia Services e Amazon Italia Logistica – con l’ ausilio del nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza. Le contestazioni L’ Autorità contesta la violazione dell’ articolo 102 del Tfue, cioè «lo sfruttamento abusivo da parte di una o più imprese di una posizione dominante sul mercato interno o su una parte sostanziale di questo». In particolare «Amazon conferirebbe unicamente ai venditori terzi che aderiscono al servizio di logistica offerto da Amazon stessa vantaggi in termini di visibilità della propria offerta e di miglioramento delle proprie vendite su “Amazon.com”, rispetto ai venditori che non sono clienti di Logistica di Amazon». Nella delibera dell’ organo di vigilanza si sostiene che «tali condotte potrebbero non essere proprie di un confronto competitivo basato sui meriti, quanto piuttosto sulla possibilità di Amazon di discriminare sulla base dell’ adesione o meno da parte dei venditori al servizio di logistica Fba». In questo modo «Amazon sarebbe in grado di sfruttare indebitamente la propria posizione dominante nel mercato dei servizi d’ intermediazione sulle piattaforme per il commercio elettronico al fine di restringere significativamente la concorrenza nel mercato dei servizi di gestione del magazzino e di spedizione degli ordini per operatori di e-commerce (mercato dei servizi di logistica), nonché potenzialmente nel mercato dei servizi d’ intermediazione sui marketplace, a danno dei consumatori finali». Reazioni dei consumatori Tesi tutte da dimostrare e l’ Autorità ha fissato in dodici mesi la durata del procedimento che dovrà concludersi entro il 15 aprile 2020. Le associazioni dei consumatori seguiranno con attenzione la vicenda convinte che debba essere garantita parità di accesso tra le aziende per garantire la libera scelta da parte dei consumatori. Massimo Dona, presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori, chiede che «si faccia subito chiarezza e si accertino eventuali abusi».Carlo Rienzi, presidente Codacons, fa un passo in più: «Siamo pronti ad intentare cause risarcitorie contro l’ azienda sia per conto dei consumatori che hanno acquistato sul noto portale online, sia dei venditori eventualmente danneggiati in termini di visibilità della propria offerta». BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
maurizio tropeano

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