17 Dicembre 2020

Antitrust apre un’indagine sul rincaro biglietti dei treni

Marco Morino MILANO I contestati rincari dei biglietti ferroviari (Trenitalia, per esempio, li smentisce) finiscono nel mirino dell’Antitrust L’Autorità in una nota, comunica di aver avviato un’indagine preistruttoria sui prezzi dei treni durante le festività natalizie, compresi quelli relativi all’Alta velocità. L’Antitrust ha trasmesso una richiesta di informazioni alle principali compagnie di trasporto ferroviario (Trenitalia e Ntv) in relazione all’offerta dei collegamenti sulle principali tratte servite e «al significativo aumento dei prezzi dei biglietti che sregistra in alcune giornate del periodo 15 dicembre 2020- gennaio 2021». In particolare, l’Autorità ha rilevato un incremento dei prezzi nei giorni precedenti e in quelli successivi alle misure di blocco degli spostamenti previste dal Dpcm del 3 dicembre, che interessano il periodo dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021. Entro tre giorni, scrive ancora l’Antitrust Trenitalia e Ntv (treno Italo) dovranno comunicare i criteri utilizzati per determinare il numero di collegamenti e i posti disponibili sulle principali tratte nazionali, fine di fronteggiare il prevedibile incremento della domanda nel periodo in questione, nonché i criteri con cui vengono determinati i prezzi, con particolare riferimento allo scostamento rispetto alla tariffa base normalmente applicata per ciascuna tratta. Consumatori all’attacco Da giorni le associazioni dei consumatori denunciano il caro biglietti che colpisce i viaggiatori di Intercity, Frecce e treni Italo (e anche chi viaggia in aereo). In merito al settore ferroviario, il Codacons segnala prezzi alle stelle per spostarsi il 20 dicembre dal Nord al Sud Italia: per andare da Milano a Salerno si arriva a spendere oltre 152 euro; 183,45 euro per raggiungere Bari partendo da Torino; 198,30 euro per andare da Milano a Reggio Calabria e addirittura 211,50 euro da Torino a Reggio Calabria. All’Antitrust e al ministero dei Trasporti l’associazione chiede, attraverso un esposto, di indagare sulle tariffe aeree e ferroviarie praticate al pubblico a ridosso del Natale, con particolare riferimento, si legge nell’esposto presentato dal Codacons, alla sparizione di offerte, sconti e promozioni in vigore sia nel periodo pre- sia prima dell’emanazione dell’ultimo Dpcm del Governo sul Natale. Nell’esposto il Codacons chiede all’Autorità di accertare se Trenitalia e Italo abbiano eliminato nel periodo festivo sconti e promozioni praticati ai viaggiatori, perché una eventuale eliminazione dei biglietti scontati o comunque più convenienti legata alla ridotta capienza dei treni, configurerebbe di fatto un aumento delle tariffe ferroviarie. Secondo l’Unione nazionale consumatori, sui prezzi dei treni «è in atto una speculazione intollerabile». La replica delle compagnie Trenitalia, attraverso «Fs News», te- online del Gruppo Fs Italiane, replica che i prezzi dei biglietti ferroviari della compagnia, per viaggiare sugli Intercity e sulle Frecce durante il periodo natalizio, non sono rincarati né è prevista alcuna loro variazione. Il listino con i prezzi base è immutato da oltre un anno: non ci sono stati aumenti né sono in programma, contrariamente a quanto invece riferito da un’associazione dei consumatori (il Codacons, ndr). Trenitalia, dai primi giorni della pandemia, ha sempre assicurato il diritto alla mobilità unito a quello alla salute; ha ridotto i posti acquistabili a bordo al 50%, conformemente alle norme di profilassi stabilite, senza apportare alcuna modifica al proprio listino. Garantendo anzi la gratuità, in accordo con la Protezione civile, a molti medici, infermieri e volontari impegnati in prima linea nella lotta contro il Covid- Italo, da parte sua, conferma di aver, come sempre, agito nel pieno rispetto delle norme a tutela dei consumatori e del mercato
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