19 Marzo 2002

Antenne, un Consiglio di Stato

Lanciano. Dopo la decisione del tribunale regionale che ha accolto le osservazioni della Tim

Antenne, un Consiglio di Stato

Il ricorso annunciato dal Comune d?intesa con il Codacons

LANCIANO – Ricorso al Consiglio di Stato. E` la strada che il Comune di Lanciano seguirà per contrastare la sentenza con cui la sezione di Pescara del Tar Abruzzo, su ricorso della Telecom Mobile, ha annullato il regolamento comunale sulla disciplina delle antenne per la telefonia cellulare. L`ha annunciato ieri mattina, in conferenza stampa, una rappresentanza dei responsabili del coordinamento dei comitati anti-antenne: Riccardo La Morgia, Anna Pasquini, Gabriella Peluso.
«Si potevano seguire due vie – ha detto La Morgia – approvare un nuovo regolamento, oppure ricorrere al Consiglio di Stato. La prima soluzione non era facilmente percorribile, in quanto il Tar non ha specificato su quali punti il regolamento del Comune non è accettabile, ma ha sostenuto che la “questione“ non è di competenza comunale. Di qui la scelta del ricorso al Consiglio di Stato, dopo l`acquisizione di un apposito parere dell`ufficio legale del Codacons, che ritiene valida la competenza del Comune in conformità a quanto legiferato in materia dalla Regione Abruzzo».
Il Codacons stesso si è reso disponibile «a ricevere mandato, così come è stato richiesto dal comitato dei cittadini, a difendere il comune di Lanciano dinanzi al Consiglio di Stato».

«Con il regolamento che si era dato – hanno aggiunto i rappresentanti del comitato – il comune di Lanciano era riuscito ad evitare un dissennato proliferare di antenne elettromagnetiche nel proprio territorio, come avvenuto in altre città della stessa grandezza. E non a caso dopo la sentenza del Tar i vari gestori della telefonia cellulare sono tornati alla carica per nuove autorizzazioni». Il regolamento comunale, tra l`altro, prevedeva una distanza dalle abitazioni di 200 metri per le antenne fino a 5 watt di potenza, di 300 metri fino a 350 watt e di un chilometro oltre i 350 watt. Se, invece, il regolamento comunale non deve essere rispettato, le antenne possono sorgere anche sulle case, basta il consenso dei proprietari.
«E` incredibile – si commenta al Comitato – che i cittadini non abbiano il diritto alla salute, come la stessa carta costituzionale italiana riconosce».

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