Antenne, ricorso alla Consulta
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fonte:
- Il Centro
Antenne, ricorso alla Consulta
Il Comune di Lanciano si oppone al decreto del ministro
LANCIANO. Ora è ufficiale: Lanciano sarà il primo comune italiano a presentare un ricorso alla Corte costituzionale contro il decreto del ministro delle comunicazioni Maurizio Gasparri, che detta le nuove norme per l`installazione degli impianti di telefonia mobile. Si tratta di un ricorso congiunto con la Regione, istruito dall`ufficio legale del Codacons.
«La nostra iniziativa», spiega Cristina Tabano, avvocato dell`associazione dei consumatori, «si basa su un conflitto di competenze. Il decreto Gasparri, infatti, toglie ai comuni ogni potestà di veto sulla realizzazione dei tralicci. E questo secondo noi è anticostituzionale. E desta anche diverse perplessità di ordine politico: perché un governo non può parlare di devolution e federalismo e poi contestualmente togliere agli enti locali ogni possibilità di azione». Il ricorso sarà presentato entro il 14 novembre, data massima di scadenza dei termini. Solidale con la decisione è anche l`Anci (l`associazione nazionale dei comuni italiani), che si è già schierata con forza contro il decreto del ministro e per la salvaguardia della potestà regolamentare delle amministrazioni comunali.
«E` assurdo», puntualizza il consigliere nazionale Enrico Di Giuseppantonio, «che le antenne vengano equiparate alle opere di urbanizzazione primaria e che siano state introdotte deroghe ingiustificate alla disciplina dell`occupazione di suolo pubblico». La prossima settimana anche un rappresentante del Comune di Lanciano parteciperà all`assemblea degli assessori delle principali città italiane, convocata proprio per discutere della questione. Il Codacons intanto chiama a raccolta anche gli altri comuni, per sostenere l`iniziativa.
«L`amministrazione comunale lancianese», continua la Tabano, «è stata molto coraggiosa, perché fa da apripista. Siamo sicuri che il ricorso è fondato, ma il successo è anche legato alla partecipazione di tutte le istituzioni». E dalla Regione arriva anche un altro suggerimento ai sindaci per contrastare il proliferare delle antenne selvagge. «E` vero che oggi basta una semplice comunicazione di inizio lavori per gli impianti fino a 5 watt», precisa Franco Costantini, dirigente dell`ufficio regionale per l`ambiente, «ma se i comuni adottano regolamenti che individuano aree specifiche per i tralicci, possono anche rifiutare l`autorizzazione ai gestori telefonici. Giustificando il diniego con ragioni urbanistiche. Spetterà poi alle compagnie dimostrare che il sito indicato dall`ente locale non è adatto alle antenne. E` un escamotage, certo, ma serve a guadagnare tempo».
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