4 Gennaio 2006

Antenne, ora c`è un regolamento

Antenne, ora c`è un regolamento


Le fonti di elettrosmog adesso saranno sottoposte a maggiori controlli




OSTUNI Il Consiglio comunale di Ostuni, nell`ultima seduta del 2005, a ridosso di capodanno, ha approvato il «Regolamento comunale per il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti di telefonia mobile e la minimizzazione dell`esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici». Un modo per affrontare con un punto di riferimento il problema delle radiazioni elettromagnetiche e dei loro effetti sulla salute. Un tema trattato già nell`ottobre del 2000, nell`ambito del 1° Rapporto sull` inquinamento elettromagnetico nel campo della radiofrequenza, avviando un primo passo verso il censimento e il controllo di questo tipo di strutture. «Quando si parla di “inquinamento elettromagnetico“ o di “elettrosmog“ – ha detto l`assessore all`Ambiente, prof. Giulia Anglani – il problema è estremamente articolato e complesso: non va trattato in modo semplicistico, né agitando lo spettro della sicura pericolosità innescando una sorta di psicosi collettiva nei confronti degli apparecchi che emettono radiazioni elettromagnetiche; d`altro canto non si può neanche sacrificare tutto, tanto meno la salute, sull`altare del progresso e della tecnologia. Esistono diverse tesi circa gli effetti dell`esposizione ai campi elettromagnetici, anche perché i riscontri scientifici finora ottenuti non sono univoci. Sappiamo – dice l`assessore – che la ricerca internazionale sta lavorando molto sulle possibili connessioni tra cancro e campi elettromagnetici ma, per il momento, non abbiamo dati definitivi. Noi riteniamo che, in attesa di dati scientifici completi ed univoci, il giusto atteggiamento di un`Amministrazione attenta e sensibile debba essere quello della cautela e della prudenza. Una cosa è abbastanza chiara: gli effetti, sia biologici che sanitari, dipendono soprattutto dalla frequenza dei campi magnetici e dalla loro intensità e c`è da distinguere, poi, tra campi a frequenza bassa e alta, cui appunto si riferiscono le radiofrequenze». Nel rapporto sullo stato ambientale, redatto dall`assessorato all`Ambiente ai fini dell`avvio del processo di Agenda 21, è stata affrontata ampiamente tale problematica e, per evitare installazioni selvagge degli impianti, frutto spesso di trattative private, sono stati svolti diversi incontri con i referenti dei quattro gestori di telefonia, Tim, Wind, Vodafone e H3G, alla presenza, come esperti a tutela degli interessi pubblici, del dott. Francesco Tarantini, presidente regionale di Legambiente Puglia e componente del Consiglio nazionale del Co.Na.Cem, che ha contribuito alla elaborazione della Legge regionale della Puglia n. 5/2002, e dell`avv. Vittorio Triggiani, responsabile del Settore legale regionale del Codacons. «In questi incontri c`è stato un confronto abbastanza sereno – ha concluso l`assessore Anglani – e sono state evidenziate le nostre perplessità: abbiamo esaminato le varie proposte dei singoli gestori, si è cercato di trovare una soluzione ottimale che contemperasse le nostre esigenze, cioè quelle di protezione della popolazione dall`esposizione ai campi elettromagnetici e le loro esigenze, tese ad un più efficiente e fruibile servizio di utenza. A ciò si aggiunge, anche se di secondaria importanza, il vantaggio economico che deriverà dall`affitto delle aree comunali per l`installazione di questi impianti di telefonia mobile. Una parte di tali proventi verrà destinata al controllo sistematico e rigoroso di tali impianti, alla frequenza dei campi magnetici, alla loro intensità e ad altre rilevazioni». Allineandosi alle posizioni dei Comuni più avanzati, è stato stilato un protocollo d`intesa riguardo all`installazione, il monitoraggio, il controllo e la razionalizzazione degli impianti di stazione radio base per la telefonia mobile. Aldo Guagliani



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