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29 Luglio 2006

Antenne, la Procura indaga in Comune

Antenne, la Procura indaga in Comune
I carabinieri hanno acquisito documenti dopo gli esposti di comitati e Codacons

Al vaglio del pm Maturi gli aspetti urbanistici e il rispetto del regolamento edilizio La Procura della Repubblica indaga sulle antenne per viedofonini Umts in città: tra queste – quando si dice tempismo – anche quelle che lunedì saranno, una volta di più, all`ordine del giorno del Consiglio comunale per l`approvazione definitiva, dopo il via libera degli uffici alle installazioni su Palazzo Ferro Fini, il Teatro Goldoni, l`ex ospedale al Mare e il campo sportivo di Pellestrina, in deroga al regolamento edilizio. Venerdì, i carabinieri della Polizia giudiziaria si sono presentati allo sportello unico del Comune, su ordine del pm Maturi, per acquisire gli atti relativi alle installazioni. Davanti alla mole di incartamenti relativi alle procedure in corso per le 14 antenne in deroga e di quelle già installate a Santa Maria Formosa, come a Santa Maria Ausiliatrice, per il momento se ne sono andati da Ca` Farsetti con copia solo del fascicolo relativo alla richiesta di installazione di un`antenna Umts della Tim (in co-sitting con gli altri gestori), che dovrebbe innalzarsi nell`area dell`ex Ospedale al Mare: 25 mila e 800 euro l`anno, per 9 anni, il contratto d`affitto firmato a favore dell`Asl 12, che si impegna a mantenere l`impianto acceso anche in caso di vendita dell`area. A muovere la Procura ad indagare è stato un esposto presentato dal Coordinamento comitati contro l`elettrosmog di Venezia e dall`associazione consumatori Codacons, che hanno puntato i riflettori sul pacchetto di installazioni concordato tra Comune e gestori nel “protocollo“ sottoscritto due anni fa. A giugno – davanti all`incalzare dell`iter autorizzativo in Comune – i firmatari della denuncia hanno sollecitato la Procura ad accertare i fatti. Ci sono così state le prime audizioni, fino alla decisione del pm di acquisire la documentazione relativa all`iter autorizzativo, messa subito a disposizione dal Comune e accompagnata da una relazione del responsabile dello Sportello unico Dal Mercato, che ribadisce la regolarità di tutti gli iter autorizzativi. Dal momento che il decreto Gasparri lascia un ampissimo margine di discrezionalità ai gestori sui siti per l`installazione e che i giudici amministrativi hanno riconosciuto al Comune di poter intervenire solo a tutela dei piani urbanistici ed edilizi e non della salute pubblica, in prima battuta i Comitati anti-elettrosmog e il Codacons hanno elencato quelle che a loro giudizio sono una serie di violazioni alle norme urbanistiche, sottolineando come le altezze e le distanze dagli altri edifici di alcune antenne già installate non corrisponderebbero alle autorizzazioni e violerebbero l`articolo 80 bis del regolamento edilizio, che impone installazioni solo sull`edificio più alto nel raggio di 50 metri. Ma anche ricadute su siti sensibili, come scuole o ospedali. Nel caso dell`antenna dell`ex ospedale al Mare, ad esempio, la stessa Municipalità del Lido aveva espresso parere negativo, perché investe un`area ancora a vincolo sanitario, sottolineando come anche una possibile, futura destinazione ricettivo-alberghiera (come nei progetti di Comune e Asl) sarebbe stata in contrasto con un principio di precauzione. Da parte loro, i Comitati hanno anche allegato alla denuncia le cartelle cliniche di due fratelli di 14 e 20 anni che hanno sviluppato in pochi mesi un sarcoma di Hogkin, rara forma di tumore (sono guariti, dopo cicli di chemio e autotrapianti di midollo): la madre ha denunciato che accanto alla loro casa a Santa Maria Mater Domini, insistono 4 antenne.

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