16 Marzo 2005

Antenna fuorilegge in via Panoramica, in tre a giudizio

ANCONA – Finisce in tribunale la battaglia condotta dal comitato di cittadini di via Panoramica che da almeno un paio d?anni s?oppone al proliferare di antenne per la telefonia mobile. L?esposto presentato attraverso il Codacons nel dicembre del 2003 costa un processo ai tre responsabili dell?installazione di un ripetitore sui tetti di due palazzine ai numeri 33 e 35 della via che dalla pineta del Passetto sale verso il Cardeto. Quei lavori eseguiti nel novembre del 2003, secondo l?inchiesta condotta dal pm Irene Bilotta, avrebbero violato le norme urbanistiche, essendo stati avviati dopo una semplice dichiarazione di inizio attività, senza attendere la necessaria concessione edilizia. Uno strappo alle regole edilizie tanto più grave se si considera che all?epoca era in vigore il supervincolo Scoppola, il decreto del Soprintendente per i Beni e le attività culturali delle Marche, che di fatto ingessava qualsiasi attività edilizia nel tratto litoraneo dal porto di Ancona al capannone ex Montedison di Porto Recanati. E inoltre quelle nuove antenne, sempre secondo le conclusioni della procura, non tenevano conto del parere espresso dall?Arpam, l?Agenzia regionale per l?Ambiente, negativo per la presenza di altri impianti di telefonia mobile in zona. Sotto processo sono finiti Mauro Bertazzon, 48 anni di Treviso, direttore dei lavori, Fabio De Gaetani, 35 anni, procuratore speciale della Ericsson, che forniva il ripetitore per conto della Wind, e Raffaele Amendola, 69 anni, di Bari, legale rappresentante della Sites, la ditta che eseguì i lavori per l?installazione dell?antenna. Nel dicembre 2003, alla vista di quelle nuove antenne spuntate sui tetti di via Panoramica, già affollati di ripetitori per telefonini, si formò un comitato di quartiere, che avviò una petizione al sindaco Sturani con cinquecento firme in calce. Partì anche un esposto alla procura della repubblica e il pm Irene Bilotta, ravvisando delle ipotesi di abuso edilizio, fece mettere l?antenna sotto sequestro preventivo. L?impianto da allora non ha mai funzionato (c?è anche un?ordinanza di demolizione, non ancora eseguita) ma l?indagine è andata avanti e i cittadini si sono fatti assistere in questa battaglia legale dal Codacons, il comitato dei consumatori rappresentato ieri in aula dagli avvocati Corrado Canafoglia e Federica Guarrella, che chiedono di costituirsi parte civile. La prima udienza davanti al giudice Zagoreo è slittata al 26 aprile, per l?impedimento di uno degli imputati, ma intanto l?avvio del processo è già un traguardo parziale per chi s?era opposto a questa selva di antenne.

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