22 Dicembre 2016

>ANSA-SCHEDA/ Formigoni: Nel ’97 inizio dei suoi guai giudiziari

    >ANSA-SCHEDA/ Formigoni: Nel ’97 inizio dei suoi guai giudiziari
    Dal crac di Lombardia Risorse al caso Maugeri-San Raffaele

    (di Francesca Brunati e Igor Greganti) (ANSA) – MILANO, 22 DIC – Sono cominciati nel 1997 con l’inchiesta sul crac di Lombardia Risorse i guai giudiziari per Roberto Formigoni. Escluse le due cause con i Radicali per diffamazione, nei suoi confronti 7 procedimenti, in 5 casi è stato assolto, in uno l’indagine è ancora aperta. Oggi la prima condanna per la vicenda che riguarda la Fondazione Maugeri e l’ospedale San Raffaele. Assolto dall’accusa di associazione per delinquere, condannato per corruzione. Si chiude così per lui, con questa condanna a 6 anni, un ventennio di inchieste. CRAC LOMBARDIA RISORSE – Nel 1997 riceve un’informazione di garanzia per bancarotta in concorso con altre persone tra cui i suoi predecessori Giuseppe Giovenzana (Dc), Fiorella Ghilardotti (Pds) e Paolo Arrigoni (Lega Nord) per il crac di Lombardia Risorse, società per l’85% della Regione e dichiarata fallita dal Tribunale nel 1996 per un ‘buco’ di 22 miliardi di lire. Nel 2001 Formigoni viene prosciolto. DISCARICA CERRO MAGGIORE – Nel settembre del 2000 riceve invito a comparire per abuso d’ufficio per irregolarità nella gestione della discarica di Cerro Maggiore. Due anni dopo viene rinviato a giudizio e nel 2005 viene assolto. FONDAZIONE BUSSOLERA BRANCA – Nel gennaio 2001 è tra gli indagati nell’inchiesta sull’attività della fondazione Bussolera Branca. Risponde di abuso d’ufficio. Viene rinviato a giudizio con rito immediato con altre persone. Il 29 ottobre 2002 tutti gli imputati vengono assolti in primo grado, sentenza confermata in appello e in Cassazione. INCHIESTA SU PM10 A MILANO – Il 1º dicembre 2009 Formigoni riceve un avviso di garanzia assieme a Letizia Moratti e Guido Podestà in un’inchiesta su ambiente e inquinamento nata da un esposto del Codacons per lo sforamento dei limiti di PM10 a Milano. Successivamente anche il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, viene iscritto nel registro degli indagati. Nel luglio 2012 la procura chiede l’archiviazione. DIFFAMAZIONE RADICALI – Nell’ottobre 2012 viene condannato dal Tribunale a risarcire 110mila euro ai Radicali, tra cui Marco Pannella, con l’accusa di averli diffamati nell’ambito della vicenda della presunta falsità di centinaia di firme che vennero poste a sostegno della sua lista per le Regionali del 2010. L’ex Governatore li aveva accusati di aver “ordito un complotto” contro di lui, incolpandoli di aver manipolato le firme della sua lista per “escludere il centrodestra” dalle elezioni. Il 30 gennaio 2015 viene condannato a un mese di reclusione e 45mila euro di risarcimento sempre in primo grado per un altro processo di diffamazione verso i Radicali, definiti “criminali e maestri di manipolazione”. Il 25 ottobre di quest’anno la condanna viene confermata con una sanzione penale di 900euro. DISCARICA CAPPELLA CANTONE – Nel 2013 viene indagato per corruzione nell’ambito dell’inchiesta sulla discarica di Cappella Cantone (Cremona) nella quale sono coinvolti tra gli altri anche gli ex assessori regionali del Pdl Franco Nicoli Cristiani e Marcello Raimondi e due ex esponenti della Compagnia delle Opere di Bergamo. L’accusa viene modificata in induzione indebita e per un capo di imputazione viene prosciolto a Milano in sede di udienza preliminare nell’ottobre 2014 e per un altro capo di imputazione la sua posizione viene archiviata. INCHIESTA SU PRESUNTE TANGENTI SANITA’ – Nella primavera del 2013 Formigoni viene indagato per corruzione e turbativa d’asta nell’inchiesta su presunte tangenti in cambio di appalti nella sanità lombarda che aveva portato in carcere l’ex consigliere regionale Massimo Guarischi. INCHIESTA MAUGERI-SAN RAFFAELE – Il 14 giugno 2012 Formigoni viene indagato nell’ambito dell’indagini sui presunti rimborsi indebiti per le prestazioni sanitarie erogate dalla Fondazione Maugeri e stanziati dal Pirellone e dall’ospedale San Raffaele in cambio di viaggi e vacanze ai Caraibi per lui e il suo entourage. Viene iscritto nel registro degli indagati con le accuse di “corruzione aggravata dalla transnazionalità in concorso” con altre persone, tra cui Pierangelo Daccò e l’ex assessore Antonio Simone. Nel febbraio 2013 i pm contestano a lui e ai coimputati anche il reato di associazione per delinquere. Il 22 dicembre 2016 viene condannato a 6 anni per corruzione, assolto per l’associazione. (ANSA).

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